Il dolore
Rebeldìa trova casa Occupato l’ex Colorificio
Annunciata ieri la rinuncia definitiva alla partecipazione al bando del Comune per l’assegnazione dei magazzini di via Andrea Pisano. «È un no fermo»
PISA. Rebeldìa trova casa. Dopo il fallito tentativo della scorsa settimana, ieri mattina (poco prima delle sette) un gruppo di circa sessanta attivisti del laboratorio delle disobbedienze e del “Municipio dei beni comuni”, sigla alla quale aderiscono molte realtà associative cittadine, ha occupato l'ex Colorificio Toscano di via Montelungo, angolo viale delle Cascine, ponendo fine ad oltre due anni di inattività di Rebeldìa, dopo l'abbandono della precedente sede di via Battisti. «È stato restituito alla città un immobile di proprietà di una multinazionale, abbandonato da anni – spiegano alcuni attivisti di Rebeldìa poco dopo l'occupazione -. Un dono che Pisa fa a sé stessa, uno spazio sociale liberato e restituito alla città come bene comune, perché possa tornare alla determinazione e alla cura della collettività». Subito dopo l'occupazione, annunciata e preparata da tempo, sono iniziate le attività di pulizia e di messa in sicurezza dell'immobile, che conserva ancora macchinari, attrezzature, materiali imballati e faldoni pieni di documenti. In pochi giorni, secondo gli occupanti, la struttura sarà pronta e riprenderanno vita tutte le attività di Rebeldìa e quelle emerse dal bando “ideAzione” lanciato lo scorso luglio per raccogliere progetti, idee e iniziative da sviluppare nella nuova sede. L'ex Colorificio rappresenta uno dei simboli della storia industriale pisana. Sorto nel 1924, dopo decenni di sviluppo industriale e occupazionale, è stato acquistato negli anni '90 dalla multinazionale J Colors. Nel 2005 cessa la produzione e l'immobile, di circa 10mila mq, viene trasformato in magazzino. Quattro anni dopo viene definitivamente chiuso e l'area abbandonata al degrado e all'incuria. «Qui – aggiungono gli occupanti – troveranno spazio attività che generano benessere, ricchezza di relazioni, economie solidali, divertimento e solidarietà. A costo zero». Con l'occupazione di ieri, il cartello di oltre 30 associazioni che compongono Rebeldìa rinuncia definitivamente a partecipare al nuovo bando pubblicato dal Comune per l'assegnazione dei magazzini di via Andrea Pisano. «Il nostro è un no fermo, determinato e irremovibile al bando su via Pisano – spiega una militante di Rebeldìa - perché il nostro obiettivo è rimettere al centro della discussione il tema dei beni comuni e lo vogliamo fare ripartendo da questo spazio (l'ex Colorificio: ndr) che rappresenta la fotografia della crisi attuale, in cui una multinazionale acquista per poi delocalizzare e licenziare, e la parabola della disgregazione degli spazi di socialità e di cultura. Non è un ripiego, ma lo spazio migliore da dove far rinascere Rebeldìa attraverso il concetto di bene comune».
Danilo Renzullo
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