Sicurezza
«Nessuna rottura siamo leali col Pd» Ma Russo è in campo
Presentata la candidatura insieme alla richiesta di primarie «Se ci dicono “no” rinuncerò, ma lotteremo al congresso»
PISA. Bandiere del Pd all’ingresso della stazione Leopolda, sul tavolo della conferenza stampa e come sfondo. Se le parole volano, i segni restano: e tutte quelle bandiere alla presentazione del candidato sindaco “ristrutturatore” Federico Russo, svolta ieri, sono un simbolo per confermare che «noi saremo leali con il Pd, che è il nostro partito e che molti di noi hanno contribuito a fondare. Non stiamo progettando fughe verso improbabili percorsi esterni». Però il gruppo “A proposito di Pisa” non demorde: tutti con la tessera Pd in tasca, chiedono primarie di coalizione (prima scelta) o di partito (in alternativa) perché «grazie all’azione delle ultime amministrazioni Pisa sta diventando bellissima. Ma ora ci troviamo di fronte a un bivio imprevisto: il modello che abbiamo pensato fino a oggi regge se non riparte la crescita economica?». Ancora più esplicito è Samuele Agostini, che sulle colonne del Tirreno circa un mese fa aveva lanciato il primo segnale sulla nomenclatura chiusa in se stessa: «Il sindaco Marco Filippeschi a modo suo ce la sta mettendo tutta, ma nel resto d’Italia i primi cittadini interpretano il comune sentire del popolo di centrosinistra, mentre da noi la gente non si ritrova nelle scelte dell’amministrazione».
SONDAGGIO Giusto fare le primarie?
I punti critici e non condivisi dagli autodefinitisi “ristrutturatori” sono il consumo di territorio e alcuni temi sociali risolti con ordinanze «che abbiamo molte difficoltà a definire di centrosinistra». La soluzione, per “A proposito di Pisa” è una sola: non ricandidare Filippeschi d’ufficio e senza dibattito, anche se è al primo mandato, ma arricchire il programma e la proposta attraverso la sfida delle primarie alle quali Russo, 32 anni, correrà. C’è un ostacolo: per chiederle ci vogliono le firme di una percentuale di iscritti al Pd e i competitori di Filippeschi hanno bisogno del permesso dell’assemblea comunale del partito per accedere all’anagrafe dei tesserati. Proprio domani sera l’organo si riunisce per affrontare la questione e Russo chiede «all’assemblea comunale di essere altrettanto leale con i valori del Pd: i 133 componenti potranno decidere di chiudere alle primarie oppure stabilire un tempo congruo per permetterci di consultare gli iscritti e sapere se trovano convincente la nostra proposta». Essa, tra l’alto, contempla un’anagrafe pubblica dei nominati accessibile on-line e la preselezione di agenzie specializzate per i vertici delle partecipate più rilevanti. Se domani dovesse arrivare il no dell’assemblea, «io mi tirerò indietro – dice l’aspirante candidato – ma l’anno prossimo c’è il congresso e faremo in modo di rendere più democratico questo partito».
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