Il Tirreno

Pisa

«Nessuna rottura siamo leali col Pd» Ma Russo è in campo

di Gianluca Campanella
«Nessuna rottura siamo leali col Pd» Ma Russo è in campo

Presentata la candidatura insieme alla richiesta di primarie «Se ci dicono “no” rinuncerò, ma lotteremo al congresso»

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PISA. Bandiere del Pd all’ingresso della stazione Leopolda, sul tavolo della conferenza stampa e come sfondo. Se le parole volano, i segni restano: e tutte quelle bandiere alla presentazione del candidato sindaco “ristrutturatore” Federico Russo, svolta ieri, sono un simbolo per confermare che «noi saremo leali con il Pd, che è il nostro partito e che molti di noi hanno contribuito a fondare. Non stiamo progettando fughe verso improbabili percorsi esterni». Però il gruppo “A proposito di Pisa” non demorde: tutti con la tessera Pd in tasca, chiedono primarie di coalizione (prima scelta) o di partito (in alternativa) perché «grazie all’azione delle ultime amministrazioni Pisa sta diventando bellissima. Ma ora ci troviamo di fronte a un bivio imprevisto: il modello che abbiamo pensato fino a oggi regge se non riparte la crescita economica?». Ancora più esplicito è Samuele Agostini, che sulle colonne del Tirreno circa un mese fa aveva lanciato il primo segnale sulla nomenclatura chiusa in se stessa: «Il sindaco Marco Filippeschi a modo suo ce la sta mettendo tutta, ma nel resto d’Italia i primi cittadini interpretano il comune sentire del popolo di centrosinistra, mentre da noi la gente non si ritrova nelle scelte dell’amministrazione».

SONDAGGIO Giusto fare le primarie?

I punti critici e non condivisi dagli autodefinitisi “ristrutturatori” sono il consumo di territorio e alcuni temi sociali risolti con ordinanze «che abbiamo molte difficoltà a definire di centrosinistra». La soluzione, per “A proposito di Pisa” è una sola: non ricandidare Filippeschi d’ufficio e senza dibattito, anche se è al primo mandato, ma arricchire il programma e la proposta attraverso la sfida delle primarie alle quali Russo, 32 anni, correrà. C’è un ostacolo: per chiederle ci vogliono le firme di una percentuale di iscritti al Pd e i competitori di Filippeschi hanno bisogno del permesso dell’assemblea comunale del partito per accedere all’anagrafe dei tesserati. Proprio domani sera l’organo si riunisce per affrontare la questione e Russo chiede «all’assemblea comunale di essere altrettanto leale con i valori del Pd: i 133 componenti potranno decidere di chiudere alle primarie oppure stabilire un tempo congruo per permetterci di consultare gli iscritti e sapere se trovano convincente la nostra proposta». Essa, tra l’alto, contempla un’anagrafe pubblica dei nominati accessibile on-line e la preselezione di agenzie specializzate per i vertici delle partecipate più rilevanti. Se domani dovesse arrivare il no dell’assemblea, «io mi tirerò indietro – dice l’aspirante candidato – ma l’anno prossimo c’è il congresso e faremo in modo di rendere più democratico questo partito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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