Il Tirreno

Pisa

La Pisa medievale si vede in un film in 3d

di Daniela Salvestroni
La Pisa medievale si vede in un film in 3d

La tesi di laurea di uno studente appassionato di storia e informatica è un video che mostra com’erano i lungarni nel 1400

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PISA. Una moltitudine di case torri, un ponte di pietra che collegava via Santa Maria a via S. Antonio, il ponte vecchio con le botteghe di fronte a palazzo Gambacorti, la cittadella con il ponte fortificato, gli arsenali repubblicani e le tettoie per la costruzione delle galee e vicino il borgo con la chiesa di S. Vito dove abitavano gli artigiani e i maestri d’ascia, il complesso di edifici su cui spiccava la torre più alta di Pisa con il primo orologio meccanizzato (dove ora c’è il Royal Victoria hotel) e le botteghe dei mercanti di seta con la cappella di S. Martino alla chiesa del pesce e la piazza dei cavoli (oggi della berlina) senza il loggiato ma con la chiesa di S. Pierino caratterizzata dalla struttura aperta.

E’ questo l’aspetto dei lungarni di Pisa nel 1400 secondo la ricostruzione in 3D del medievista pisano con la passione per l’informatica Michele Berretta che ne ha fatto la sua tesi di dottorato all’università di Bologna. Dopo la laurea in storia medievale all’università di Pisa, ci sono voluti tre anni di ricerche e un anno di lavoro al computer per realizzarla. Il periodo prescelto è quello – secondo Berretta – in cui Pisa era bellissima dopo un secolo di interventi urbanistici e continuava a essere uno dei porti principali del mediterraneo. Nella ricostruzione in 3D gli edifici sono diversi da quelli attuali (ad esempio il vecchio palazzo pretorio), compaiono le chiese che non ci sono più, come la chiesa di S. Casciano che sorgeva all’altezza di via Crispi, ed è stata inserita in piazza S. Nicola anche la controversa statua del console Rodolfo, eroe pisano. Alcune strutture sembrano le stesse, come il palazzo della prefettura che in realtà ha subito varie ristrutturazioni per tornare poi a un aspetto simile a quello originario. Alcuni spazi sono stati lasciati vuoti in mancanza di informazioni certe, ma la raccolta del materiale non è finita e grazie al modello 3D ogni aggiornamento potrà essere inserito. Il risultato è simile a un videogioco e può avvicinare alla storia anche gli studenti delle scuole medie e superiori.

Le ricerche effettuate da Berretta si sono basate su precedenti studi di storia dell’urbanistica, sulla documentazione di epoca medievale come gli statuti pisani, sulle descrizioni di cronisti e viaggiatori del tempo, sulle vedute e sulle mappe dal 1500 in poi, ma anche su ciò che resta dell’epoca medievale all’interno degli edifici come ad esempio a palazzo Lanfranchi.

La ricostruzione in 3D dei lungarni, presentata venerdì pomeriggioi a palazzo Gambacorti dall’assessore Federico Eligi e dall’autore, ha attirato moltissime persone che hanno affollato la sala Regia, tanto da far già decidere altri incontri futuri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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