Italia
Dialogo difficile, non impossibile
Un pienone per il confronto tra il vice capo dell’Osservatorio e gli ultrà sulla Tessera e i Daspo
di Lorenzo Vannozzi
PISA
Nonostante siano passati poco più di tre anni dalla sua nascita e dalla attuazione, se ne continua a parlare tutt'oggi, anche in maniera accesa, viste anche le incongruenze che sono sorte in questo periodo, perché il progetto Tessera del Tifoso non è ancora stato digerito da molti.
Nell'incontro tenutosi venerdì sera all’Abitalia Tower Plaza, denominato “La tessera del tifoso, il daspo, il decreto Amato: prospettive, applicazioni, riflessioni, sviluppi” si è parlato di tutto ciò che di positivo e negativo c'è in questa situazione.
L'obiettivo, che era quello non tanto di cercare di far cambiare idea ad una delle due “parti”, ma almeno di smussare certi angoli e provare a venirsi incontro su determinate questioni, anche solo seguendo un po' di buon senso, può considerarsi sotto certi aspetti raggiunto, nel senso che le due o più parti hanno espresso liberamente le loro ragioni e idee, talvolta anche in maniera aspra, ma mettendo in atto un confronto di cui forse ci sarebbe stato bisogno prima di adottare certe restrizioni.
Grazie all'ottimo lavoro di organizzazione dell'avvocato Andrea Bottone e del giornalista Antonio Scuglia, gli ospiti, tra i quali il dirigente dell'osservatorio del Viminale per la sicurezza melle manifestazioni sportive Roberto Massucci (e con lui Nazzareno Minniti), l'avvocato Lorenzo Contucci, il direttore sportivo dell'Ac Pisa Fabrizio Lucchesi, il responsabile della Digos, Gonario Antonio Rainone, hanno espresso la loro opinione sull'argomento e interagito con i molti tifosi - e non - accorsi per avere delucidazioni, chiarimenti e curiosità.
Tutto l'evento ha avuto come osservatore interessato anche il Comune, in quanto nei giorni scorsi i consiglieri hanno confermato la loro disponibilità “alla partecipazione ad un tavolo tecnico con prefettura, questura, Pisa 1909 e tifosi della Curva Nord, per contribuire a riportare una serena condivisione di intenti nel rispetto delle regole e delle normative di legge, al fine di riportare presenze e folklore nella Curva Nord ed in tutto lo stadio, per cercare di risolvere una situazione che penalizza l’immagine della città, creando inutili tensioni”.
Per adesso le posizioni però sono e rimangono distanti,perché il dottor Massucci, che aveva il duro compito di evidenziare gli aspetti positivi della tessera del tifoso davanti ad una platea e a degli interlocutori che avevano subìto provvedimenti amministrativi senza aver compiuto alcun atto di violenza, ha fatto capire che non tutte le ordinanze e i provvedimenti provengono direttamente dall'Osservatorio e che talvolta le Leghe hanno l'ultima parola su determinate questioni, come abbonamenti e biglietti, specialmente in LegaPro.
Si è parlato anche del calo (limitato in serie A, -8%, ma drastico in serie C) delle presenze negli stadi, dovuto in parte anche all'avvento preponderante delle tv, al caro biglietti e agli stadi sempre meno accoglienti e sempre più vetusti, ma in maniera decisamente preponderante anche alla difficoltà e all'enorme burocrazia e complicazioni che ci sono per l'acquisto di un semplice tagliando.
Durante l'incontro è stata letta anche una lettera scritta dal comico e tifoso pisano Cristiano Militello, che ha suscitato grandi applausi in platea, avendo centrato molti dei problemi che questi provvedimenti creano da parte di uno che con il calore delle curve, coreografie, sfottò e cori ci lavora settimanalmente e conosce bene molte realtà d'Italia. Alla fine forse rimane il rammarico per il fatto che i partecipanti - da una parte Osservatorio e questura, dall’altra Contucci e i tifosi, nel mezzo il Pisa - hanno chiuso i loro interventi chiedendo “e adesso dove si vuol arrivare?”, senza però riuscire a dare una risposta decisa ed esauriente, rimarcando il fatto che di strada ce n'è da fare ancora molta e che, ahinoi, ci sarà da aspettare ancora un po' di tempo prima di rivedere i gradoni degli stadi ribollenti di entusiasmo e tifo così come era fino a qualche anno fa.
La posizione dei gruppi organizzati della Curva, tradizionale anima del tifo nerazzurro, è netta come espresso nel loro comunicato: «Non saremo presenti per far sì che la nostra presenza non venga facilmente e forse volutamente strumentalizzata dando così adito ad inutili appelli e proclami di tavole rotonde e di prove di dialogo. Parliamo appunto del dialogo: per anni fino ad oggi siamo stati colpiti e quasi sterminati da un giro interminabile di provvedimenti (daspo, multe...) legati a fatti che niente hanno a che fare con la sicurezza negli stadi: esposizione di striscioni, uso di tamburi o megafoni, per bandiere, cambio del posto ecc.. C’è stato negato ogni diritto di libera espressione garantito dalla Costituzione, altro che dialogo».
E ancora: «Queste sono leggi incostituzionali che violano ogni libertà di qualsiasi libero cittadino e che, a Pisa, in particolare, sono state applicate con una tolleranza zero che ha finito per soffocare e quasi spengere la passione ed il tifo in città». Da parte dei tifosi è arrivato un grosso grazie all’avvocato Contucci «per tutto quello che ha fatto in questi anni, facendo emergere palesemente le contraddizioni e l’anticostituzionalità di questi provvedimenti che niente hanno a che fare con la sicurezza».
Una serata riuscitissima sul piano dell’organizzazione e della partecipazione; squisita l’ospitalità del Tower Plaza e del ristorante I Sovrani.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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