Sicurezza
Lucio ora pesa due chili e ha lasciato l’incubatrice
PISA. Sta meglio il piccolo Lucio, il neonato che era stato abbandonato a fine agosto, ferito, alla Pubbica assistenza e ora ricoverato al reparto di neonatologia del Santa Chiara. Ha quasi due mesi...
PISA. Sta meglio il piccolo Lucio, il neonato che era stato abbandonato a fine agosto, ferito, alla Pubbica assistenza e ora ricoverato al reparto di neonatologia del Santa Chiara. Ha quasi due mesi e pesa ora due chili: da pochi giorni non è più nell’incubatrice, ma in un lettino, senza bisogno di nessun aiuto. Sembra proprio che possa farcela, mentre un coppia si sta interessando per adottarlo e sarebbe in contatto con il tribunale dei minorenni di Firenze. Un gesto coraggioso, perché il piccolo ha una serie di gravi problemi che lo accompagneranno purtroppo per tutta la vita. Una parentesi fortunata in una esistenza appena iniziata e tanto già in salita. Intanto si presenta un piccolo problema burocratico: il piccolo infatti, forse per un difetto di comunicazione, avrebbe due tutori, uno è il professor Antonio Boldrini, direttore del reparto di neonatologia dell’ospedale Santa Chiara, l’altro è una giovane avvocata nominata dal tribunale di Pisa.
Il piccolo dovrebbe rimanere in ospedale ancora a lungo, perché in ogni caso, anche se non trovasse due genitori pronti a prendersi cura di lui, il ricovero in un brefotrofio non sarebbe ancora possibile, date le sue condizioni di salute.
Proseguono intanto le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale per cercare di risalire agli autori dell’abbandono. Quella notte fu un uomo in scooter a portare Lucio in via Bargagna: disse di aver trovato quel fagottino - il bimbo era nudo ed avvolto in un asciugamano rosa sporco di sangue - vicino ad un cassonetto, ma gli inquirenti pensano che lui sia il padre o il nonno del bambino e che lo abbia portato alla Pubblica assistenza non avendo avuto il coraggio di buttarlo nella spazzatura come avrebbe dovuto fare. Il piccolo infatti presentava sulla schiena e ad un braccino delle ferite da coltello, probabilmente, dicono i medici legali, inferte dalla madre nel tentativo di sopprimerlo.
I carabinieri stanno scandagliando ospedali e ambulatori di tutta la Toscana per sapere quante mamme in attesa, nei nove mesi precedenti la data del 24 agosto, quella della nascita del bimbo, si siano rivolte a loro per visite e cure. La madre di Lucio potrebbe anche essere stata a Pisa per caso, magari in occasione della pausa estiva. Il piccolo, per quanto con un peso da bambola per un mancato sviluppo intrauterino, nonostante fosse di 9 etti era un neonato a termine.
(c.v.)
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