Attenzione
È pentito e chiede scusa il “ragazzo con la pistola”
Il giovane aveva brandito un’arma giocattolo per difendere la fidanzatina Accompagnato dalla mamma si è scusato con il preside all’Iti da Vinci
PISA. È pentito Luca, il nome è di fantasia, per quel che ha fatto. È pentito di essersi lasciato guidare la mano più da una gelosia cieca che dal buon senso che pure un ragazzo maggiorenne deve avere. Così ieri mattina, accompagnato dalla mamma, è andato all’Istituto Industriale a chiedere scusa al preside, Odoardo Fontani. Luca è il diciottenne pisano che, accecato dalla gelosia, lunedì mattina si è presentato al «da Vinci» armato di pistola giocattolo, turbato dalle attenzioni rivolte alla sua fidanzatina, una studentessa quattordicenne della scuola, da un compagno di classe, una storia su cui la coppietta rimuginava da giorni. Lui fino a poche settimane fa frequentava la scuola adiacente, l’Ipsia Fascetti, ma da poco ha lasciato. Preso il diploma del triennio, ha interrotto la quarta appena iniziata, dopo aver trovato un lavoro di meccanico che inizierà fra pochi giorni.
«Chiedo scusa per quel che ho fatto, mi dispiace, non volevo»: ha detto ieri mattina al preside Fontani. Poi voleva chiedere scusa anche alla professoressa nella cui classe è entrato con l’arma giocattolo, ancora a casa sotto choc per lo spavento patito quella maledetta mattina di pioggia in cui a Luca è girata la luna di traverso, quella che gli ha fatto indossare, livido di rabbia, i panni di Otello. «Appena la prof tornerà a scuola - gli ha detto Fontani - ti telefono, te lo prometto, e tu potrai chiederle scusa».
«Luca parla poco e in questi giorni è molto turbato - dice la mamma -. Per carità, io non voglio giustificarlo, ma non so cosa gli sia preso. Quella mattina mi sono vista arrivare a casa i poliziotti prima di lui; l’ho chiamato, era da un compagno e tutti insieme siamo andati a prenderlo. La pistola la polizia l’ha recuperata a casa, dove Luca era tornato a riporla: è un giocattolo che ha comprato al mercatino americano di Livorno per giocare a guerra simulata. Quando l’ha impugnata aveva ancora il tappo rosso di riconoscimento». «Luca l’ha fatta grossa - aggiunge la mamma commossa - ma ha capito di aver sbagliato e in questi giorni è davvero prostrato per quel che è accaduto. So che il fatto avrà strascichi legali perché, anche se non se ne è reso conto all’inizio, ha commesso un grave reato. Siamo disperati, ma speriamo solo che queste conseguenze gli servano di lezione. Da lunedì è rimasto in silenzio, in un angolo, a testa bassa. Già parla poco, figuriamoci... Oggi (ndr: ieri per chi legge) l’ho convinto ad uscire per la prima volta: stamani siamo stati all’Iti, ora è uscito per comprare un regalo alla ragazzina: sono tre mesi che stanno insieme...».
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