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si chiama coedit

Un nuovo consorzio nella Cna contro la crisi del settore edile

Un nuovo consorzio nella Cna contro la crisi del settore edile

PISA. Sotto la spinta della Cna, nove aziende di costruttori hanno dato vita a Coedit, Consorzio Edili e Impiantisti del Tirreno, società cooperativa che punta sull’unione delle proprie forze per...

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PISA. Sotto la spinta della Cna, nove aziende di costruttori hanno dato vita a Coedit, Consorzio Edili e Impiantisti del Tirreno, società cooperativa che punta sull’unione delle proprie forze per collaborare con pubblica amministrazione e privati. Andrea Zavanella, presidente provinciale Cna, ha parlato di una vera e propria strategia adottata dalla confederazione per risollevare un settore, quello dell’edilizia, investito da una crisi che rasenta quasi la paralisi. «Abbiamo voluto mettere insieme le energie migliori - ha spiegato Zavanella - quelle imprese ancora dinamiche che possono, insieme, costituire una grande forza per il territorio e competere con i big del settore».

E con territorio il presidente della Cna non si riferisce solo alla provincia di Pisa, ma a tutta la costa tirrenica della Toscana. D’altronde le nove imprese fondatrici del consorzio - Pisana costruzioni, Edil 4, Tommasini srl, Armo costruzioni srl, Thermocasa srl, Edilstrade srl, Bfg di Bozzi Francesco, Dovico Francesco e Bedini Paolo - contano tra loro anche un’azienda di Massa e, proprio da questa provincia, sono partite ulteriori richieste di associazione al consorzio. Il numero dei soci è dunque in crescita: si pensa di arrivare a quaranta, cinquanta aziende in poco tempo. «Cresciamo come consorzio e al tempo stesso diamo alle nostre aziende la possibilità di crescere al loro interno - ha detto il neopresidente del Coedit, Matteo Giusti (Pisana costruzioni), mentre Michele Spagnoli (Edil 4) è il vice - migliorandosi attraverso il confronto con le altre».

«Con Coedit mettiamo in campo un soggetto che è quello, potenzialmente, più robusto e adatto ad operare su appalti di grandi partite, quelli che una singola impresa, da sola, avrebbe difficoltà a gestire», sottolinea Zavanella. Per questo, aggiunge Giusti, «sono state scelte imprese che hanno già una buona strutturazione interna e che, grazie a questo nuovo strumento, saranno capaci di promuovere grandi operazioni urbanistiche e immobiliari».

Si tratta perlopiù di imprese di notevoli dimensioni, che fatturano circa 1 milione l’anno. Il consiglio di amministrazione non esclude però la possibilità di inserire nel Coedit anche ditte più piccole, magari specializzate in lavorazioni particolari. Unico requisito richiesto è la registrazione alla Cna.

Enza Chiappone

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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