Italia
Inps sui contratti Ryanair «Tavolo tecnico a Roma»
La pratica a Pisa aspetta una soluzione da due anni, ma l’istituto di previdenza prima di chiedere alla compagnia l’eventuale pagamento vuole essere certo
PISA. In seguito ai nostri articoli su cui da due anni alla sede pisana dell’Inps è aperta una pratica sui contributi che la compagnia Ryanair avrebbe dovuto pagare allo Stato italiano invece che a quello irlandese, interviene Fabio Vitale, direttore regionale dell’Inps.
«La verifica da parte dell'Istituto, degli obblighi contributivi della Ryanair - scrive il direttore regionale Inps - per la complessità degli aspetti normativi e il coinvolgimento di più territori dello Stato, in considerazione dei diversi scali aeroportuali di cui in Italia la Compagnia si serve, ha richiesto la costituzione di un apposito tavolo tecnico nazionale che sta effettuando tutte le necessarie valutazioni propedeutiche alla riscossione coattiva degli indebiti accertati».
«Si tratta di un lavoro estremamente delicato - continua Fabio Vitale - che la direzione dell'Inps di Pisa sta svolgendo in accordo con i competenti organi centrali e secondo le procedure e i tempi che la complessità della pratica richiede, a prescindere dai cambi al vertice che nella sede, nel frattempo si sono verificati.
Piuttosto, sarà importante il conseguimento del risultato, perché se "… compito dell'Istituto è quello di esigere il pagamento dei contributi non versati…", il recupero delle somme indebite va garantito al riparo da inficianti contestazioni» .
In pratica, come abbiamo già scritto, l’Inps prima di aprire un procedimento contro la compagnia irlandese e chiedere la somma dei contributi che avrebbe dovuto versare, vuole essere certa non al cento, ma al mille per mille. Ricordiamo che è stata la direzione provinciale del lavoro a farsi carico di indagare sui contratti fatti firmare da Ryanair ai propri dipendenti. (g.p.)
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