Il dolore
Fondazione, è una corsa all’ultimo voto
Parte lo sprint per la successione di Bracci Torsi, tra i candidati alla presidenza Pacini e Pugelli. A dicembre le elezioni
PISA. A Palazzo Blu e dintorni, sede della Fondazione Pisa, non è solo la mostra su Kandinsky, l’evento culturale dell’anno, a catturare le attenzioni. E’ cominciata infatti la grande volata per la presidenza. Tra i candidati alla successione di Cosimo Bracci Torsi sembra profilarsi un autentico testa a testa: da una parte il segretario generale della stessa Fondazione, Claudio Pugelli; dall’altra il pluri-presidente Pierfrancesco Pacini. Tutto si potrebbe decidere all’ultimo voto.
Decisive saranno le scelte dei 24 componenti della Deputazione, l’organo della Fondazione che deve eleggere i 5 membri del consiglio, compreso il presidente. Considerato che i componenti sono stati nominati (quattro anni fa) da enti locali, Università, associazioni economiche, eccetera, è tutta la città - e la provincia - che conta a guardare con occhi interessati questa vicenda. Il motivo si spiega facilmente con i 12 milioni all’anno che, in media, la Fondazione destina sul territorio per sostenere progetti in alcuni settori scelti per statuto: arte, attività e beni culturali; volontariato, filantropia e beneficenza; ricerca scientifica e tecnologica. Un “tesoretto” che a molti piacerebbe governare, specialmente in un periodo in cui le casse un po’ di tutti, a cominciare dagli enti, sono più vuote del solito.
Ecco quindi che lo sprint è partito, e si sgomita. Mercoledì si è riunita l’assemblea dei soci, sorta di “parlamentino” della Fondazione ad ampio raggio, andando dal sindaco ai rettori delle tre Università. Ieri è stata la volta della Deputazione. Ma non sono ancora le riunioni decisive. La questione elezioni, secondo le indiscrezioni, dovrebbe essere affidata ad una sola nuova convocazione, a metà dicembre, con contestuale presentazione dei candidati ed elezione. Entro l’anno in ogni caso la Deputazione sarà chiamata a votare. I riflettori si spostano dunque sui suoi 24 componenti: dodici designati dall’assemblea dei soci; sei dagli enti locali (Provincia, Comuni, Camera di Commercio); tre dalle maggiori istituzioni culturali (Università, Normale, Sant’Anna, Opera Primaziale); uno dalle associazioni nel commercio, agricoltura ed artigianato; uno dalle associazioni dell’industria; e uno da Provincia e Comuni tra gli esperti nei settori del volontariato, filantropia e beneficenza.
L’intera corsa si sta svolgendo senza che ci sia in giro, al momento, una gran voglia di esporsi. Anzi, è una vicenda avvolta da profondi silenzi. Nelle stanze abitualmente ovattate della Fondazione, almeno fino a prima dell’estate, non ci si aspettavano sorprese. Il segretario generale Pugelli, da sempre dentro la Fondazione (ex) CariPisa, è il candidato scelto per garantire continuità rispetto alla lunga esperienza di Bracci Torsi. La discesa in campo di Pacini ha chiaramente agitato tutto lo scenario. E si sono cominciati a formare gli schieramenti che ora si fronteggiano consenso su consenso avvicinandosi la scadenza. Ma chi starebbe da una parte e chi dall’altra? Con Pugelli tutti quelli che non gradiscono sconvolgimenti rispetto alle linee seguite finora. Con Pacini, considerato che tra i votanti ci sono persone designate direttamente o indirettamente da Camera di Commercio e Unione Industriale, è presumibile ci sia gran parte del mondo economico. Pacini sembra anche uscire rafforzato dall’assoluzione dell’altro giorno dei vertici dell’ex CariPisa nel processo sui “prelievi forzosi”. E gli enti? Comune e Provincia stanno alla finestra evitando accuratamente di sbilanciarsi, ma qualcuno, dietro le quinte, proverebbe a tirare il filo. Il loro voto, peraltro, per i meccanismi elettorali non è numericamente predominante. Anche le Università, interessate ai fondi destinati alla ricerca, per ora non escono allo scoperto.
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