Sicurezza
Nasce a San Rossore un social network per i figli di Erasmus
È il primo obiettivo della fondazione rivolta agli studenti che hanno trascorso un periodo di formazione all’estero
PISA. Nel venticinquesimo anniversario del progetto Erasmus, nasce a Pisa GaragErasmus, la Fondazione, rivolta a studenti italiani ed europei che hanno intrapreso e vissuto il progetto di studi all'estero, che vuole riunire in una sola rete la “generazione Erasmus” con l'obiettivo di creare un contenitore di esperienze e professionalità su cui basare e sviluppare progetti lavorativi ed imprenditoriali «volti alla realizzazione di una società realmente europea».
La Fondazione, che vede la luce grazie al supporto della Regione Toscana, nasce da un'idea di un gruppo di ex studenti (tra i 27 e 45 anni) che hanno sostenuto gli studi universitari in Toscana (la maggior parte a Pisa) e trae ispirazione dal libro “Generazione Erasmus, l'Italia delle nuove idee”.
GaragErasmus si pone l'obiettivo di «offrire a professionisti, imprenditori, creativi e ricercatori la possibilità di condividere e realizzare idee innovative di business/social business nell'ottica dell'inclusione sociale e dello sviluppo sostenibile», agendo come «incubatore per progetti innovativi, basati sull'applicazione delle nuove tecnologie e adottando nuove modalità di partnership tra pubblico e privato in Europa e nel mondo».
La Fondazione, che ha sede presso la tenuta del Parco di San Rossore, vuole rappresentare «la generazione da dove deve ripartire l'Europa, ribaltando il punto di vista della cosiddetta “generazione perduta”».
«Stiamo parlando della generazione che ha vissuto sulla propria pelle l'Europa unita - spiega Francesco Cappè, co-fondatore di GaragErasmus -, e si è formata cogliendo le opportunità professionali e di vita che l'internazionale offre». Quelle opportunità che oggi rischiano di venir meno. La settimana scorsa, infatti, era circolata la notizia della fine dei fondi necessari per il programma Erasmus, scatenando, anche a Pisa, la rabbia degli studenti. «Siamo consapevoli delle difficoltà finanziarie dell'Europa – dice Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, che ha offerto un contributo fondamentale alla nascita della Fondazione -. È giusto in un momento come questo “tirare la cinghia”, ma non si può pensare di uscire dalla crisi senza investire nella formazione o togliendo possibilità ai giovani».
Il primo passo della Fondazione per la realizzazione dei suoi scopi è il lancio sul web di “Check-in Europa”, una sorta di social network per strutturare la rete dei «figli dell'Erasmus» e, successivamente, «dare loro concrete prospettive imprenditoriali e di impresa sociale». Il prossimo 3 novembre una delegazione della Fondazione partirà alla volta di Bruxelles (dove arriverà il 5 novembre dopo aver fatto tappa in varie città) per presentare, negli uffici del parlamento europeo, la Fondazione e i progetti che intende sviluppare.
«Il bacino di utenza e i protagonisti della Fondazione sono la grande famiglia Erasmus – conclude Katherine Isaacs, ambasciatore Erasmus 2012 per l'Italia -, una generazione che ha potuto acquisire nuove competenze professionali e una nuova consapevolezza di sé . Non possiamo permetterci di interrompere un processo di apprendimento e di formazione collettivo così importante, nel quale abbiamo investito enormi risorse umane e materiali nel corso dell'ultimo quarto di secolo».
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