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La Cisl: lavoratori merce di scambio con il governo Monti

La Cisl: lavoratori merce di scambio con il governo Monti

PISA. Sono giornate di grande incertezza per i dipendenti della Menarini i quali temono per il posto di lavoro. Una settimana fa l’annuncio-choc di Domenico Simone, direttore generale del gruppo...

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PISA. Sono giornate di grande incertezza per i dipendenti della Menarini i quali temono per il posto di lavoro. Una settimana fa l’annuncio-choc di Domenico Simone, direttore generale del gruppo farmaceutico: il provvedimento del governo che impone ai medici di famiglia di indicare sulla ricetta – in caso di nuove terapie – non più il nome commerciale del farmaco, ma semplicemente il principio attivo, avrebbe determinato un sensibile calo di fatturato della grande azienda farmaceutica.

Per tenere i conti in ordine, il management si dice costretto a licenziare oltre mille dei 3600 dipendenti – dirigenti, ricercatori, tecnici, informatori scientifici – che lavorano negli stabilimenti di Firenze, Pisa, Milano, l’Aquila e Pomezia.

Oggi, sette giorni dopo, un piano dettagliato di quanti saranno – stabilimento per stabilimento – i dipendenti da licenziare, non è stato ancora presentato, sebbene indiscrezioni nei giorni scorsi parlassero di 150-200 persone a Pisa.

«Viviamo alla giornata, in attesa delle comunicazioni dell’azienda», commenta Paolo Centamore, dipendente dello stabilimento pisano di Lusochimica e sindacalista di Femca/Cisl, che ha seguito fin dall’inizio la vicenda, tra assemblee e scioperi.

Ieri mattina, in Regione, amministratori delle Province di Pisa e di Firenze e sindacalisti di Cgil, Cisl, Uil, Filctem Cgil, Femca Cisl, Uilcem e Ugl regionali e provinciali si sono incontrati in Regione con l’assessore Gianfranco Simoncini. Condividendo preoccupazioni e perplessità per come la direzione aziendale sta gestendo la vicenda.

Una su tutte: «È quantomeno curioso come l’annuncio di oltre mille esuberi sia seguito alla firma di un accordo sul premio di partecipazione che frutterà ai dipendenti del gruppo 1.200 euro l’anno da oggi fino al 2015», continua Centamore.

L’assessore regionale ha convocato per venerdì i dirigenti del gruppo Menarini. Per farsi un’idea più chiara sulle loro intenzioni. Ma anche per confrontarsi su quale sia il reale impatto del provvedimento governativo della discordia sui farmaci cosiddetti brand.

Dopo quell’incontro, forse, potremo saper qualcosa di più sul destino dei dipendenti pisani e fiorentini della storica azienda farmaceutica.

Ma la partita vera – osservano i sindacalisti – dovrà giocarsi, necessariamente, a Roma: perché è soprattutto contro il Governo che Menarini ha aperto una battaglia («Usando i lavoratori come merce di scambio», commenta amaramente il segretario provinciale della Cisl Gianluca Federici). Oggi, intanto, Simoncini dovrebbe incontrare il ministro Corrado Passera.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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