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Pisa

In manette cinque incensurati L’accusa: rapina a un trans

In manette cinque incensurati L’accusa: rapina a un trans

Sono tutti giovani tra i diciannove ed i venti anni, arrestati dai carabinieri nella zona di Torre del Lago Sono stati riconosciuti dal brasiliano che a settembre avrebbero aggredito a Madonna dell’Acqua

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SAN GIULIANO. Arrestati cinque giovani, tutti poco più che minorenni. E tutti incensurati. L’accusa: rapina a mano armata ai danni di un transessuale brasiliano a Madonna dell’Acqua. Il bottino? Quaranta euro. All’alba dell’altro ieri i carabinieri sono andati a prenderli nelle loro case, che si trovano nell’area di Torre del Lago. Per tre di loro, quelli considerati più attivi, si sono aperte le porte del carcere Don Bosco, mentre gli altri due sono ai domiciliari.

Dei cinque ragazzi - un ventenne e quattro diciannovenni (uno è di origini napoletane, uno di Pietrasanta, gli altri della zona) - non sono stati resi noti nomi e cognomi, in quanto l’indagine è ancora in corso.

Nel corso della conferenza stampa, tenuta dal comandante del reparto operativo Gianni Fedeli e dal comandante della compagnia di Pisa Stefano Bove, è emerso che su questo gruppo di giovani sono in corso anche altre indagini per episodi analoghi avvenuti nella zona.

Il fatto che ha portato agli arresti è avvenuto intorno alle 22 dello scorso 24 settembre in via delle Catene, una traversa dell’Aurelia, a Madonna dell’Acqua, particolarmente buia. Un transessuale brasiliano di venti anni, regolare sul territorio nazionale, aveva denunciato l’aggressione da parte di cinque giovani italiani, sotto la minaccia di una pistola. Il sudamericano, che aveva cercato di difendersi, era stato anche colpito con un casco modello Jet della marca “Momo”. Un dettaglio, questo del casco, che risulterà importante nel corso delle indagini.

Quando i carabinieri hanno mostrato un fascicolo fotografico al viado, questi avrebbe riconosciuto subito i suoi aggressori. Tra l’altro, nella stessa serata, una quarantina di minuti prima della rapina, una Fiat Punto con cinque giovani a bordo era stata fermata per un controllo da una pattuglia dei carabinieri di Tirrenia, con identificazione degli occupanti del veicolo.

Per rapinare il sudamericano in via delle Catene, dall’auto erano scesi solo due dei cinque ragazzi: uno impugnando la pistola, mentre l’altro è quello che ha lanciato il casco, che poi nella concitazione del momento era stato abbandonato sul posto. Proprio quel casco era stato notato dalla pattuglia della stazione di Tirrenia che aveva eseguito il controllo dell’auto. I due giovani scesi dalla Punto, e quello alla guida, sono in carcere; gli altri due sono quelli ai domiciliari.

Secondo quanto appurato dai carabinieri, i cinque ragazzi appartengono a famiglie normali e non avrebbero legami con il mondo della tossicodipendenza. Solo uno di loro ha un lavoro. I carabinieri parlano di «probante quadro accusatorio». Alla luce delle risultanze dell’indagine, il gip, sulla base della richiesta del sostituto procuratore Di Bugno, ha emesso le cinque ordinanze di custodia cautelare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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