Il Tirreno

Pisa

fiumi e fossi

Il Consorzio: c’è il rischio alluvioni nella piana

di Danilo Renzullo
Il Consorzio: c’è il rischio alluvioni nella piana

PISA. «La piana di Pisa è a rischio idraulico». È quanto emerge da un tavolo di confronto convocato dal Consorzio Fiumi e Fossi di Pisa con gli amministratori dell'area pisana e le associazioni di...

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. «La piana di Pisa è a rischio idraulico».

È quanto emerge da un tavolo di confronto convocato dal Consorzio Fiumi e Fossi di Pisa con gli amministratori dell'area pisana e le associazioni di categoria degli agricoltori per discutere della sicurezza idraulica del territorio e intraprendere azioni congiunte per giungere ad una modifica della normativa attuale che prevede costi insostenibili per lo smaltimento dei materiali derivanti dallo scavo di canali e fossi. Intervento fondamentale per evitare allagamenti ma, di fatto, ostacolato dalla normativa.

In passato i materiali risultanti dall'escavazione dei canali venivano depositati lungo le fasce limitrofe dei canali (così come previsto anche da una delibera della Regione Toscana bocciata dalla Corte Costituzionale perchè materia di competenza statale) ma, questa pratica, non è più possibile. Secondo la normativa attuale, infatti, i fanghi (tecnicamente fanghi di dragaggio) devono essere trattati come rifiuti e, spesso, come rifiuti speciali. Il trattamento dei fanghi dei canali urbani e di quelli in prossimità dei centri abitati segue già la normativa vigente e la maggior parte vengono classificati come rifiuti (spesso speciali) da conferire in discarica, con un alto costo di trasporto e smaltimento (in media mille euro al metro). La legge prevede lo stesso iter per i canali a vocazione agricola con un aumento esponenziale dei costi che il Consorzio non può sostenere.

Per Sandro Borsacchi, direttore del Consorzio Fiumi e Fossi, è necessario «procedere ad una revisione della normativa nazionale ed eventualmente europea per superare le attuali difficoltà per la bonifica e occorre una direttiva regionale per uniformare le procedure sull'intero territorio regionale per la progettazione, verifica, approvazione e controllo in fase di lavoro da parte degli enti». Secondo Andrea Serfogli, assessore del Comune di Pisa, quella attuale «è una situazione drammatica. Nella zona di Putignano, ad esempio, è impossibile intervenire per gli alti costi di smaltimento», mentre per Bruno Possenti, sindaco di Calci, è una criticità che «ricade soprattutto sul territorio di Calci perché particolarmente esposto a rischi idraulici».

Gli amministratori convengono nella necessità di fare lobby per intraprendere una forte azione congiunta per giungere al superamento del limite normativo perché è «una problematica seria che potrebbe avere risvolti drammatici» e, nei prossimi giorni, sarà presentato un documento da inviare al Ministero dell'Ambiente.

Ieri è stato firmato un protocollo di intesa tra il Consorzio e la Navicelli spa per la programmazione di interventi mirati alla riduzione delle criticità idrauliche nel canale Navicelli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa