Sicurezza
Medicina, matricole obbligate dal ministero a trasferirsi
È uno degli effetti della graduatoria unica per gli atenei di Pisa, Firenze, Siena e Parma Il problema è dovuto alla rinuncia di alcuni studenti che hanno rimesso in moto la classifica
PISA. Iscriversi a Medicina a Parma, trovare casa in quella città, firmare contratti, comprare libri, frequentare due settimane di lezione e poi scoprire di essere obbligati a trasferirsi a Firenze e di non poter rifiutare, pena la rinuncia agli studi. È successo a una ventina di pisani; per un’altra ventina analogo discorso vale per il passaggio da Firenze a Pisa; e i numeri sono destinati a crescere. Sono gli effetti “perversi” (li chiamano così gli stessi atenei) della decisione ministeriale di compilare una graduatoria unica fra Pisa, Firenze, Siena e Parma per l’anno accademico 2012/13. L’idea di fondo appariva buona: siccome si verificano differenze nelle performance dei test per il numero chiuso, si rischia di far entrare ragazzi con un punteggio basso in un ateneo e di escluderne bravi in un’altra università. Allora quest’anno, per la prima volta, si sono accorpate aree in cui confluissero i candidati del maxi concorso di ammissione che si è svolto il 4 settembre in tutta Italia. Nella nostra città si sono presentati in 1.840 per 276 posti e ciascun concorrente ha espresso tre preferenze: quasi tutti i pisani hanno scelto nell’ordine Pisa, Firenze e Parma in base ai tempi di spostamento (Siena è peggio collegata). Ma non sono entrati a Pisa i primi 276 di quelli che hanno svolto il test a Ospedaletto: sono invece risultati vincitori i primi 276 che nei concorsi di Pisa, Firenze, Siena e Parma hanno scritto la nostra città come prima preferenza. Fin qui la novità, scelta dal ministero dell’Università, non dai singoli atenei.
Il problema è che – tra rinunce, ingressi riservati agli extracomunitari che nel frattempo ci hanno ripensato e altri piccoli inconvenienti – i posti pisani o non sono stati riempiti del tutto o si sono liberati. Sarebbe bello se a quel punto fosse offerta la possibilità allo studente di scegliere: ormai rimani dove hai cominciato o preferisci avvicinarti? Ma non è una domanda, è un obbligo.
Le regole del ministero sono ferree e, appunto, o la neo matricola si trasferisce da Parma a Firenze (per esempio) o decade: che il libro di anatomia usato a Parma costi 270 euro e a Firenze se ne usi uno diverso, ai tecnocrati interessa poco; ancora meno che per firmare un contratto regolare di una locazione si debbano versare due mensilità d’anticipo e dare sei mesi di preavviso prima di disdire; nulla importa, ancora, che ogni professore spieghi in modo diverso e che le lezioni cominciate in un luogo non coincidano con quelle di un’altra città, dove per giunta bisogna pagare nuove tasse accademiche per trasferirsi.
Quest’anno è stato di sperimentazione e nel 2013 le cose potrebbero cambiare; intanto la scadenza per chiudere la graduatoria non è ancora arrivata: altri prime scelte salteranno e altri saranno costretti a spostarsi.
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