Sicurezza
Provincia “Atenei” con Pisa capoluogo
Il comitato capitanato dagli “Amici” ha inviato la sua proposta di unione con Siena al consiglio regionale toscano
PISA. Scelta anche la denominazione: Provincia “Atenei”. Il comitato per Pisa capoluogo conferma la nostra anticipazione, ovvero la proposta, nell’ambito del complesso e spesso litigioso ridisegno delle province, di unire Pisa con Siena. Altro che Livorno. Il comitato, che raccoglie molte associazioni impegnate a valorizzare la storia e la cultura pisana, ha già inviato questa proposta al presidente del consiglio regionale, Alberto Monaci. L’assemblea toscana è chiamata, entro il 23 ottobre, ad esprimersi sulle due ipotesi di riordino avanzate da Cal (consiglio delle autonomie locali) e Upi (Unione delle Province). Nel primo caso, la proposta prevede quattro province (tra cui la maxi costiera Pisa, Livorno, Lucca, Massa Carrara) e la città metropolitana di Firenze. Nel secondo la differenza è che le province diventano cinque, visto che quella costiera verrebbe divisa in due: Pisa con Livorno; e Lucca con Massa Carrara. Il comitato, capitanato dagli Amici di Pisa, prova ad inserirsi nell’iter già avviato, cambiando in maniera sostanziale la geografia regionale.
La proposta di riordino, infatti, comprende l’accorpamento tra Prato, Pistoia, Lucca e Massa Carrara, quello tra Livorno e Grosseto, l’area metropolitana di Firenze, la provincia di Arezzo (che resterebbe autonoma) e appunto l’unione tra Pisa e Siena, con una popolazione totale di 690.966 abitanti dislocati su 75 comuni e in un’area di 6.265 km quadrati che sarebbe la più estesa della Toscana.
«La nuova Provincia di Pisa e Siena - spiega il comitato - può finalmente stimolare una collaborazione tra due realtà simili: la presenza in entrambe le città di antiche e prestigiose università, di comparti ospedalieri di assoluta eccellenza, di tesori artistici e architettonici unici al mondo sono fattori destinati a rendere la nuova Provincia la culla europea della scienza, dell’arte, delle feste storiche, del turismo, di comparti produttivi e finanziari assai robusti e ben radicati, il tutto favorito da una conformazione orografica similare e celebre, dalla presenza di uno scalo aereo internazionale in costante crescita sia nei passeggeri che nelle merci, di uno sbocco sul mare ideale al termine di un territorio collinare e pianeggiante ricco di opportunità».
Ma soprattutto, secondo i promotori, si tratta di una proposta che rispetta la legge del luglio scorso e che evita di intervenire sui parametri già definiti. Dunque, affermano i pisani, «risolve un grosso problema al governo, anche perchè le due città si possono tranquillamente trovare d’accordo con un diverso decentramento sul ruolo di capoluogo coinvolgendo Volterra. E poi la maggiore presenza industriale pisana insieme alla finanza di Siena renderebbe formidabile l’unione. Tra l’altro, anche Siena deve sfuggire ad un abbraccio assai sgradito, come quello di Grosseto. Stiamo spedendo questo documento alle più alte cariche dello Stato». Resta da vedere cosa ne pensano nella città del Palio.
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