Il Tirreno

Pisa

Troppi agenti Rebeldìa rinuncia all’occupazione

Cesare Bonifazi
Troppi agenti Rebeldìa rinuncia all’occupazione

Il cartello delle associazioni è ancora senza una sede Centinaia in corteo per chiedere spazi di aggregazione

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PISA. Rebeldìa non ha ancora trovato una casa. Dopo il lungo corteo di ieri, durato circa tre ore, il “Municipio dei beni comuni”, nome che si sono dati i manifestanti, non è riuscito nell'intento di prendere possesso di un fabbricato per farne la nuova sede del cartello di associazioni. Ieri alle 10.30 da piazza Manin sono partite più di 300 persone per reclamare spazi sociali aperti. Ad aprire il corteo musica e giocolieri.

Dopo due anni dall'uscita dalla sede via Battisti il popolo di Rebeldìa ha percorso di nuovo le strade della città e della loro storia lasciando lungo il cammino alcuni striscioni: passando dall'Ex-Etruria, sede storica di Rebeldìa, il primo striscione “Santa Chiara bene comune per la città” sulle mura del vecchio ospedale in via Bonanno, poi in via Andrea Pisano in uno dei locali che le voci davano come nuova sede, dove i manifestanti hanno trovato il corpo della guardia di finanza ad attenderli in tenuta antisommossa.

Il corteo si è mantenuto giocoso e pacifico e, dopo aver piazzato lo striscione “Spazio dunque sono”, ha percorso l'Aurelia per arrivare davanti ad un grande fabbricato dismesso in via Montelungo angolo viale delle Cascine che fino al 2008 ha ospitato il Colorificio Toscano e oggi di proprietà della multinazionale J Colors.

Durante la manifestazione sono state distribuite numerose copie del libro Rebelpainting, pubblicato in occasione della manifestazione, che racconta la storia del colorificio, i libri sono stati sventolati come vessillo fino ai cancelli del fabbricato.

Anche qui ad attendere il corteo c'erano le camionette della polizia a sbarrare al strada. Una piccola delegazione di manifestanti è riuscita comunque a convincere le forze dell'ordine ed è salita per appendere uno striscione.

«Vogliamo ridare funzione sociale a questi spazi abbandonati – ha dichiarato un portavoce del gruppo di manifestanti – Siamo contenti della forte affluenza che abbiamo ricevuto perché è questo che si merita Pisa: uno spazio sociale e aperto, non una militarizzazione come abbiamo trovato in via Montelungo e in via Pisano. In Rebelpainting abbiamo raccontato la storia del colorificio e con essa come gli spazi sociali devono essere considerati bene comune».

In via Pisano il corteo si è fermato a lungo: lì ci sono gli ex magazzini per i quali il Comune ha bandito l’assegnazione. Ora Rebeldìa deve decidere cosa fare, ma presumibilmente il gruppo non rinuncerà a farsi avanti nei prossimi giorni per trovare uno spazio e tra i manifestanti si è diffusa già la sensazione che quel colorificio sarà comunque di Rebeldìa, malgrado il risultato di oggi.

Da segnalare, infine, che il prefetto Tagliente ha ringraziato il questore Gianfranco Bernabei «per la capacità di mediazione, pianificazione e gestione della manifestazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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