Il Tirreno

Pisa

Personaggi estremi per l’ultimo romanzo del pisano Luca Ricci

di Giovanni Parlato
Personaggi estremi per l’ultimo romanzo del pisano Luca Ricci

L’autore ha ambientato la storia in città. I due protagonisti sono un portiere di notte e Mabel, donna bella e irrequieta

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PISA. Un giovane che aspira a diventare un virtuoso del pianoforte, per guadagnarsi da vivere bussa alla porta di un hotel e la prima persona che conosce, varcata la soglia, è Mabel, l'unica donna che lavora alla reception. Attorno a questa figura femminile ruota la storia dei personaggi dell'ultimo libro del pisano Luca Ricci che senza indugi, anche nel titolo - "Mabel dice sì" - punta dritto al personaggio femminile.

Luca Ricci, autore Einaudi e critico letterario sulle pagine di quotidiani nazionali, ha ambientato il suo libro a Pisa. Dapprima lo si intuisce dall'ambiente universitario, dalle feste negli appartamenti straboccanti di studenti, dagli schiamazzi notturni fino al riferimento esplicito alla Torre. «Ho lasciato la città da un paio d'anni e il distacco - racconta Luca Ricci - mi ha dato l'opportunità di raccontarla».

Proprio Pisa fa da involucro alla storia di Mabel e del portiere di notte che è la voce narrante della storia. «È vero che ci sono degli spunti autobiografici perché io stesso, nella mia giovinezza, ho lavorato di notte in un albergo - continua lo scrittore pisano - ma la molla principale del libro sta in un racconto di Herman Melville, "Bartleby lo scrivano", che dice sempre di no. Sono partito da questo personaggio estremo per costruire un personaggio, altrettanto estremo, che dice sempre sì come Mabel».

Un gioco letterario iniziale, quello scelto dallo scrittore pisano, non fine a se stesso «anche perché nella letteratura si gioca sempre con la vita e quello che racconto è una storia dura che mette le persone ad un confronto con se stessi senza che ci siano accomodamenti, senza che ci siano sfumature fra il sì e il no».

Di fronte ad un personaggio estremo e deciso come Mabel sta il portiere di notte il quale si trova, giovane, in un suo smarrimento artistico perché suonare il piano come un vero maestro è ciò che vorrebbe. Un personaggio cui manca il coraggio di guardare in fondo a se stesso con occhio lucido e spietato, ma che è costretto dagli eventi, dalla presenza/assenza di Mabel a scoprire la sua identità. «È quasi un personaggio conradiano che deve ancora varcare la sua linea d'ombra - spiega Luca Ricci - ma attraverso Mabel riesce a scoprire qualcosa di sé. Una specie di resa dei conti con se stesso e con le sue ambizioni. Una maturazione che lo porta ad accettare se stesso perché l'importante non è la bellezza dell'orizzonte, ma sapere riconoscere il proprio orizzonte».

Se il portiere di notte (che nel libro farà anche carriera) guida la storia con la sua voce narrante, il personaggio misterioso (nonostante dica sempre prevedibilmente sì) resta Mabel da cui gli uomini si sentono attratti. E mentre i vari amanti la cercano, ecco il colpo di scena. Un giorno Mabel non viene al lavoro e non ci tornerà più per sparire chissà dove. E Luca Ricci qui riesce, con grande abilità letteraria, a giocare su questo mistero, sui motivi si questa scomparsa, su dove Mabel si sia rifugiata o creata un'altra vita. Un'assenza che viene riempita solo nel finale, ma che è già nelle prime pagine quando il lettore ancora non sa cosa lo aspetta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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