Sicurezza
«Noi lavoratori disdettati» I braccialetti della protesta
I dipendenti degli ipermercati Carrefour hanno indossato ieri un cinturino per contestare la decisione dell’azienda di disapplicare il contratto integrativo
PISA. Non bastavano gli esodati, adesso - a ricordarci che stiamo vivendo la crisi economica più grave del dopoguerra - ci sono anche i disdettati.
Si sono definiti così i lavoratori di Carrefour e l’hanno scritto su un braccialetto che da ieri indossano mentre lavorano. Chiaro riferimento al fatto che l’azienda ha disdettato in maniera unilaterale il contratto integrativo.
«La crisi economica e il calo dei consumi - dice Ombretta Pieracci, sindacalista della Filcams Cgil - non devono essere l’alibi della grande distribuzione organizzata per recuperare le perdite di fatturato togliendo diritti ai lavoratori».
La mobilitazione ha preso il via nell’ipermercato alla Fontina di San Giuliano Terme ieri, nei prossimi giorni partirà anche in quello di Pisa.
Con la disdetta del contratto integrativo aziendale, a meno che nel frattempo non intervenga un nuovo accordo tra Carrefour e sindacati, cambiano le condizioni di lavoro. Ovvero dal primo gennaio prossimo - spiegano i sindacati Filcams Cgil, Cisl Fisascat e Uil Uiltucs - i lavoratori non avranno più la pausa retribuita, l’integrazione della malattia e le maggiorazioni per il lavoro domenicale.
«Questi - aggiunge Pieracci - sono alcuni diritti che Carrefour toglie ai dipendenti. È la seconda volta che l’azienda disdetta l’integrativo, in questo modo taglia sulla salute, sulla sicurezza e sulla libertà dei dipendenti».
La disdetta del contratto integrativo è stata ufficializzata il 27 settembre.
«L’azienda - dice ancora la sindacalista della Filcams Cgil - ha tenuto a precisare che questa decisione non è finalizzata a togliere i trattamenti previsti, ma è soltanto una modalità per avviare la trattativa in tempo certi e raggiungere un nuovo accordo. Per far ciò, l’azienda ci ha proposto delle date per un incontro. Ma se l’obiettivo di Carrefour è davvero questo, perché inviare la disdetta che ha un significato e implicazioni di tutt’altra natura?».
«La direzione - sottolinea ancora Pieracci - ci dovrebbe spiegare qual è l’obiettivo di una strategia d’impresa che vede nel contenimento del costo del lavoro l’unico pozzo da cui attingere. Quale modello di contrattazione e di lavoro Carrefour pensa di costruire per il futuro? I lavoratori hanno continuato a dare un contributo pesante al risanamento dell’azienda. Per questo non ci può essere un’altra fase in cui si scarica su di loro il problema di sostenibilità che si somma al quadro di incertezze vissuto ogni giorni dalle famiglie».
«Sindacati e dipendenti - conclude la sindacalista - non si sono mai sottratti al confronto, ma soltanto nell’ambito di un percorso di correttezza reciproca di ruoli e posizioni si possono costruire soluzioni».
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