Italia
Ambulanti in centro, cosa cambia
La direttiva del ministro ripropone indirizzi noti. Tocca al Comune decidere
PISA. «Non vedo differenze tra la direttiva dell’attuale ministro Ornaghi a tutela di monumenti e aree pubbliche di pregio e quella del 2007 a firma dell’allora ministro Rutelli. Si tratta di indirizzi che le Soprintendenze possono sottoporre ai Comuni. Indirizzi su cui anche gli operatori commerciali possono essere d’accordo, ma da qui a considerarli un’ordinanza di sfratto ce ne corre. Non mi pare che dal 2007 a oggi si sia fatto qualcosa di concreto». Così il vicedirettore di Confesercenti Giulio Garzella commenta il provvedimento firmato nei giorni scorsi dal ministro Ornaghi. Un atto di indirizzo, spiegano dal ministero, che punta a impedire che «posteggi, banchetti o strutture stabili o precarie di varia natura e tipologia» pregiudichino la visuale dei beni vincolati, o ne alterino «le condizioni di ambiente e di decoro». La direttiva, precisano, «impartisce disposizioni agli uffici» per contrastare in quelle aeree la presenza di ambulanti. Insieme con il coordinamento dei direttori regionali, i soprintendenti proporranno agli enti locali, «l'individuazione di aree per le quali vietare o sottoporre a condizioni l'esercizio del commercio». Gli uffici territoriali del ministero «collaboreranno con le amministrazioni locali mediante la segnalazione delle attività commerciali o ambulanti che si svolgano illecitamente in tali aree, perché vengano adottati gli opportuni provvedimenti». Sulla base del Codice dei beni culturali, poi, la direttiva «includerà anche le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico, appartenenti a soggetti pubblici e realizzate da oltre 70 anni, per i quali non sia stato emanato un provvedimento di vincolo». Spiega Garzella: «Da tanti anni stiamo chiedendo al Comune un riassetto delle bancarelle del Duomo e in generale del commercio ambulante nel centro storico, prima ancora di queste direttive. Per piazza dei Miracoli, la soluzione l’abbiamo individuata nell’area dell’ospedale; non resta che perseguirla. Va comunque detto che prima delle direttive ci sono gli atti ufficiali e in particolare il piano del commercio. Piano che prevede la presenza degli ambulanti nel centro e in piazza dei Miracoli. Se il sindaco vuole ridiscutere quel piano segua il percorso previsto dalla legge attraverso la concertazione con le associazioni. Non dimentichiamo poi l’atto ministeriale si pone anche l’obiettivo di contrastare l’abusivismo commerciale in zone di particolare pregio».
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