Sicurezza
«Lo credevamo immortale, grazie di tutto»
La commozione degli allievi dell’endocrinologo nella chiesa di San Francesco. Il ricordo della città
PISA. «Caro professore, abbiamo sempre pensato che lei fosse immortale anche perché più volte ce lo ha fatto credere superando brillantemente momenti critici per la sua salute ai quali qualsiasi altra persona normale avrebbe ceduto. Ma lei non è mai stato una persona “normale” e si capiva subito dal primo momento che l’abbiamo incontrata». Durante la cerimonia funebre, gli allievi di Pinchera hanno letto un lungo messaggio rivolto direttamente al loro professore. «Conoscendola, sappiamo bene che ricevere troppi complimenti potrebbe imbarazzarla - prosegue la lettera - ma oggi è arrivato il momento di dirle che davvero lei è stato un grande maestro per tutti noi, non solo professionalmente ma anche e soprattutto un maestro di vita. Ci ha insegnato con il suo esempio l’amore e la passione per il lavoro, quella passione che non conosce fatica, che ti fa lavorare di giorno, di notte, di domenica: quanti di noi hanno trascorso lunghe serate o domeniche a casa sua, nel suo studio, per scrivere lavori una, cento, mille volte fino a quando non si fosse raggiunta la perfezione».
Ecco un altro passaggio significativo: Ci ha insegnato a mettere sempre in discussione il proprio operato per poi, una volta convinti di essere nel giusto, avere la determinazione di andare avanti per la propria strada nella consapevolezza della ragione. Non sono certamente mancati momenti di dissenso e talvolta le sue decisioni non potevano essere discusse, ma questo è il compito di un capo di un grande gruppo come quello che lei è riuscito a creare. E in ogni caso c’è sempre stato il modo e l’occasione per chiarirsi senza lasciare mai ombre che potessero alterare irreversibilmente i nostri rapporti. E infine, ma non ultimo, ci ha insegnato la fedeltà in tutte le sue sfaccettature: fedeltà alle istituzioni, fedeltà alle proprie idee, fedeltà alle persone che ci amano».
«Grazie per tutto quello che ci ha dato - è la conclusione - e che ci auguriamo di essere in grado di trasferire ai nostri giovani collaboratori che non avranno, purtroppo, la fortuna di conoscerla. Le promettiamo che parleremo molto di lei e che cercheremo, per quanto possibile, di mantenere il suo ricordo il più vivo possibile e il più a lungo possibile. Sappiamo che lei vorrebbe così».
Messaggio anche da parte dell’on. Ermete Realacci, che parla di «gravissima perdita per Pisa e per l’Italia. Un esempio che ci rende orgogliosi di essere italiani».
Giovanni Garzella, capogruppo del Pdl in consiglio comunale, ha depositato ieri mattina una mozione per dedicare al professor Aldo Pinchera un toponimo della città: «L’amministrazione comunale provveda a intitolargli, di concerto con l’Università e l’Azienda ospedaliera, un luogo che sia rappresentativo della scienza e delle istituzioni. Il professore ha portato infatti Pisa nel mondo e il mondo a Pisa».
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