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Il Pd critica i soci del Consorzio

«Chi indicava i vertici avrebbe dovuto vigilare meglio»

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PISA. Rispetto alla vicenda del Consorzio Pisa Ricerche, che va verso la liquidazione, il Pd pisano «esprime preoccupazione per gli effetti in termini occupazionali, la possibile perdita di professionalità formatesi sul territorio, e l'impatto sulla credibilità che questo evento può avere sul mondo della ricerca».

«Il Consorzio Pisa Ricerche - dicono Carmine Zappacosta e Olivia Picchi, dirigenti del partito - in questi anni ha rappresentato un punto di riferimento importante soprattutto per la formazione lavorativa di giovani usciti dagli istituti universitari pisani. Ci colpisce che la situazione di crisi del Consorzio sia stata portata a conoscenza dei soci solo nel luglio scorso. I soci che, direttamente o indirettamente, hanno goduto dei maggiori benefici dall’attività del Cpr e che, naturalmente, hanno avuto le maggiori responsabilità gestionali, indicando di fatto l’amministratore delegato e il presidente, probabilmente avrebbero dovuto vigilare maggiormente e assumersi, in questo momento, un maggiore carico di responsabilità».

«Quel che oggi è assolutamente necessario fare - sottolineano Zappacosta e Picchi - è evitare, utilizzando tutti gli strumenti che i diversi soci hanno a disposizione attraverso le loro specifiche competenze, che vadano disperse le professionalità che con il Consorzio si sono sviluppate e ridurre al minimo il pesante impatto che questa situazione ha determinato sui lavoratori e che, purtroppo, è aggravato dal contesto di crisi economica generale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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