Il Tirreno

Pisa

Scusa sindaco, ma noi vogliamo le primarie

di Francesco Loi
Scusa sindaco, ma noi vogliamo le primarie

Raccolta di firme nel Pd. Il candidato: voci su Landucci e Russo

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Scusaci sindaco, scusaci Pd... a noi interessa Pisa». Rompono gli indugi i “ristrutturatori” del gruppo “A proposito di Pisa”. Lo scatto in avanti è un appello che segna il fischio d’inizio della partita-primarie. Una sfida al sindaco Filippeschi da dentro il partito. I “ristrutturatori” lo dicono a chiare lettere: «Noi siamo parte del Pd: non siamo corrente, non agiamo in conto terzi, non abbiamo chiesto poltrone, nè le chiederemo». Però sono pronti: a questo appello, già in questi giorni seguiranno un documento (sul quale raccogliere le necessarie firme per ottenere le primarie) e l’annuncio del candidato. E se il partito, raccolte le firme, non accettasse? «Sarebbe un boomerang politico», ribattono.

Coalizione con Sel. L’appello “Scusaci sindaco” e poi il documento sono rivolti agli iscritti al partito e, più in generale, al centrosinistra. Ma quale? «Quello provinciale, dunque Sel compreso». Motivano: alle critiche che avevano riservato alla giunta Filippeschi, il Pd «ci ha risposto con ostilità e chiusura ripetendo il refrain: il sindaco ha lavorato bene, merita la riconferma e la “coalizione” si è già espressa», scrivono nell’appello. «Peccato - aggiungono - che tale coalizione non abbia alcun riscontro nazionale e costituisca un’eccezione nella stessa area pisana».

Le critiche. “A proposito di Pisa” - che si definisce “il laboratorio politico di chi vuole nella nostra città un centrosinistra più aperto e coraggioso” - nell’appello dice tutto quello che non ha gradito. «Nel partito si minaccia l’azione dei probiviri e così capita anche che uno di noi, membro del collegio dei garanti, abbia preferito uscire dal Pd per non creare inutili tensioni». Il riferimento è a Giuseppe Fabbri, che, tra l’altro, aveva motivato così la sua decisione: «Non condivido più nei modi e nei temi la direzione della politica locale. Non esco sbattendo la porta, ma qua non è più casa mia».

Il candidato. Giuseppe Fabbri è uno dei nomi che si fanno come candidato di “A proposito di Pisa” in caso di primarie. Ma non è il solo, anzi. Il primo che è circolato è quello di Samuele Agostini, fustigatore degli inamovibili sulle colonne del Tirreno. Sembrano altri però i papabili. A cominciare da Stefano Landucci, consigliere comunale, provenienza “civatiana”, sempre molto critico con la giunta sui temi del sociale. Si parla anche di Federico Russo, consigliere provinciale, stessa area di Landucci. Sembrano in pole position. Tra gli outsider Valentina Settimelli, ex assessore comunale, psicologa all’ospedale Meyer di Firenze. E anche Stefano Fabbri, presidente provinciale delle Acli dal 2000 al 2006. Senza dimenticare Fabiano Corsini, dirigente della Provincia in pensione.

Il caso Ikea. Nell’appello, i “ristrutturatori” segnano il distacco da lettiani e renziani, che già si sono espressi sulla ricandidatura di Filippeschi senza primarie. «Abbiamo proposto un percorso serio e leale all’interno del Pd. Il sindaco e la segreteria però non hanno ritenuto esserci le condizioni per sedersi a un tavolo. La dialettica è diventata ormai un increscioso inconveniente». Scrivono ancora: «Vogliamo un partito di centrosinistra popolare e riformista, che stia tra la gente, si faccia carico del disagio, delle famiglie, delle minoranze». Poi un elenco: «Un partito che colpisca rendite e privilegi; che gestisca con trasparenza assunzioni ed incarichi; con una classe dirigente selezionata in modo obiettivo». Quindi il caso Ikea: «Molto grave che si sia consentita, anche grazie ad una variante urbanistica, una rendita di milioni di euro (pari al gettito Imu) ad una società privata per far insediare Ikea: non è un buon servizio all’interesse della collettività».

La replica. Ribattono subito i segretari Pd provinciale, Francesco Nocchi, e comunale, Andrea Ferrante, che parlano di «escalation di confuse esternazioni» definite «sgradevolmente allusive» e «con argomenti mai proposti nelle numerose sedi di discussione». Poi si chiedono: «Chi ha vietato di venire a confrontarsi? Temiamo siano state la paura del contraddittorio e la povertà degli argomenti. Saranno i cittadini a valutare coerenza e credibilità delle proposte. Per questo intendiamo affrontare serenamente il passaggio elettorale chiedendo una riconferma».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa