Proteste
Pochi uomini e pochi soldi vigili del fuoco in difficoltà
Dario Campera, sindacalista della Fns Cisl: martedì con l’esplosione alla Teseco e i danni del maltempo abbiamo soddisfatto solo una richiesta d’intervento su tre
PISA. Pochi vigili, caposquadra e capireparto. Pochi euro per pagare il carburante. E i vigili del fuoco fanno sempre più fatica a rispondere alle esigenze dei cittadini. Dario Campera, 47 anni, caposquadra, è il segretario generale della Fns, la federazione dei lavoratori della sicurezza nata in seno alla Cisl. «In provincia di Pisa – commenta - prestano servizio 259 vigili del fuoco. Dovrebbero essere 290, secondo il decreto che fissa le dotazioni organiche. Dovrebbero essere poco meno di 330, secondo le nostre stime. Così, quando si verificano contemporaneamente più emergenze, il centralino scotta e le squadre fanno sempre più fatica a coprire tutte le richieste di intervento».
L’esempio più recente viene dalle emergenze verificatesi martedì 9 ottobre. Ricorda Campera: «Per diverse ore una squadra ha lavorato insieme a una équipe di specialisti a Ospedaletto, nel piazzale della Teseco, dove un incidente aveva provocato la fuoriuscita di ipoclorito di sodio. Nel contempo il nubifragio che si è abbattuto sulla provincia ha richiesto la continua uscita di nostri uomini e mezzi. Dalle 9.30 alle 24 abbiamo ricevuto circa 150 chiamate, ma le squadre dei vigili del fuoco hanno potuto soddisfare solo una richiesta d’intervento su tre. Nella notte tra martedì e mercoledì il nostro lavoro è proseguito. Ma in queste condizioni garantire un servizio ai cittadini è sempre più difficile. Nelle scorse settimane, uno spiacevole episodio. Eni, compagnia a partecipazione statale convenzionata con il corpo nazionale dei vigili del Fuoco, ha rifiutato di rifornire il nostro deposito di carburante. Motivo: la compagnia non era più disponibile a far credito. Il comando provinciale è intervenuto attingendo ad un fondo scorta e abbiamo così risolto la situazione».
Perché si verifica tutto questo? «Sono gli effetti della spending review. Il Governo Monti, dice di voler tagliare le spese inutili, in realtà finisce con il tagliare i servizi ai cittadini. Così non va».
Tante pacche sulle spalle, anche qualche medaglia. Ma non si vive di sole soddisfazioni morali. «I vigili del fuoco rischiano spesso la vita per uno stipendio base di 1.250 euro nette al mese. I contratti saranno fermi almeno fino al 2014. Ore ed ore di straordinario sono liquidate dopo mesi e mesi. Pensate, ancora dobbiamo ricevere quanto ci spetta per i nostri interventi sulla Costa Concordia e in soccorso alla popolazione emiliana terremotata – osserva Campera. Il turn-over è quasi bloccato: per ogni dieci dipendenti che vanno in pensione, è possibile assumerne due nuovi. Mancano persino le risorse per addestrare il personale, sì da mantenerlo ad un alto livello di preparazione».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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