Il Tirreno

Pisa

Marina, l’antenna per i tecnici è okay e non si sposta

di Gianluca Campanella
Marina, l’antenna per i tecnici è okay e non si sposta

Discussione in consiglio dopo un question time del Prc L’assessore: rischiamo un intervento della Corte dei Conti

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PISA. «Se il Comune spostasse l’antenna di telefonia mobile a Marina rischierebbe un intervento della Corte dei Conti». È quanto ha risposto ieri pomeriggio in consiglio comunale l’assessore all’urbanistica Fabrizio Cerri durante il question time presentato dal consigliere di Rifondazione Maurizio Bini. Ciò perché Asl e Arpat (Agenzia per la protezione ambientale) si sono già espresse sul livello di emissioni elettromagnetiche provenienti dal traliccio che usa la Wind, certificando che esse rientrano nelle norme: i magistrati contabili potrebbero pertanto chiedere conto del perché il Comune svolga un’operazione non necessaria.

L’unica soluzione sarebbe un nuovo pronunciamento delle autorità sanitarie, ma sembra improbabile che rinneghino quanto detto in precedenza se le condizioni non sono cambiate. Vittima di questo paradosso è la comunità del litorale, ovviamente, che da due anni chiede di spostare l’antenna alta venti metri, collocata nel primo parcheggio lato terra di Marina e vicina alle scuole Viviani. Ma ne è vittima la stessa amministrazione, perché il Comune di fatto ha le mani legate: la legge indica un tetto di emissioni che le stesse Asl ritengono molto alto; per questo esiste una tabella di «valori ottimali consigliati», che sono molto più bassi, ma non hanno valenza legale. Quindi, fino a quando non sarà data ai Comuni la possibilità di redigere un proprio “piano delle antenne”, gli enti locali continueranno ad assistere all’installazione di impianti autorizzati dall’alto: basta che le postazioni di trasmissione risultino formalmente in regola con i limiti stabiliti da un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 2003.

Bini infatti ha ricordato che il 9 dicembre 2010 il consiglio comunale aveva approvato all’unanimità una mozione in cui si riconosceva che l’installazione dell’antenna «di notevoli dimensioni e costruita in tempi brevissimi» era avvenuta «senza che né l’amministrazione comunale, né il consiglio comunale, né il consiglio territoriale di partecipazione del Litorale, né i cittadini, né fossero a conoscenza» e si esprimeva la speranza che il piano di dismissione dell’antenna prospettato dall’amministrazione potesse «essere confermato in tempi brevissimi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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