Attenzione
I dipendenti del Consorzio «Nessuno pensa a noi»
La mobilitazione dei lavoratori di Pisa Ricerche durerà fino a lunedì prossimo La Cgil: devono essere utilizzati tutti gli strumenti di protezione sociale
PISA. Dopo l’assembla straordinaria dei soci che ha decretato di porre in liquidazione il Consorzio Pisa Ricerche (Cpr), dipendenti e sindacato ribadiscono la necessità della messa in sicurezza dei lavoratori, elemento di cui non si è tenuto conto durante l’assemblea di martedì scorso in Provincia. «Siamo intenzionati a non agevolare più la situazione, perché i lavoratori hanno sempre cercato di salvare il Consorzio, a differenza dell’azienda che ha sfruttato i dipendenti fino all’ultimo, senza alcun riguardo - accusa Natasha Merola della Fiom-Cgil -. Chiediamo la messa in sicurezza di tutti i dipendenti e faremo richiesta delle buste paga (che sono credito esigibile) che i lavoratori, incredibilmente, non hanno ricevuto, oltre a non percepire gli ultimi stipendi».
Al liquidatore sono stati dati otto giorni di tempo per presentare il piano e indire una nuova assemblea in cui i soci decideranno se possono integrare la somma necessaria per evitare il fallimento. «Ciò fa pensare che ci sia la possibilità di trovare dei soldi», dicono alcuni dipendenti. «Perchè non si sono attivati prima per trovarli ed evitare di arrivare a questo punto?», si chiedono. «I soldi si riescono a trovare per evitare il fallimento e le conseguenze legali che può avere - accusano i lavoratori - ma non per salvare l’azienda. È quindi un problema di volontà».
Per la Cgil è fondamentale fornire ai lavoratori tutti gli strumenti di protezione possibile e far emergere le responsabilità che hanno portato alla drammatica situazione in cui versa oggi il Consorzio. «Ci appelliamo al senso di responsabilità sociale dei soci - dice Gianfranco Francese, segretario generale della Cgil di Pisa -. Bisogna fornire le buste paga, coprire le spettanze e utilizzare tutti gli strumenti di protezione sociale possibile. Non siamo interessati allo scaricabarile - aggiunge - ma se ci sono responsabilità devono essere accertate». Un messaggio rivolto all’Università, uno dei soci del Consorzio, che, oltre alle difficoltà di mercato, ha puntato il dito contro gli «errori di gestione» come causa delle criticità del Cpr. «Se l’Università ritiene che ci siano stati elementi di malagestione, li denunci e faccia presente di chi sono le responsabilità», aggiunge Francese. Da mercoledì scorso, intanto, i lavoratori sono in sciopero. L’astensione dal lavoro durerà almeno fino al prossimo lunedì. «La mobilitazione - dice Merola - andrà avanti finché non saranno assicurati gli ammortizzatori sociali».
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