Il dolore
Cardiologa muore a 47 anni
Aveva subito un trapianto di fegato, ma le sue condizioni non sono migliorate
CALCI. Tanta, tanta gente per l’ultimo saluto ad una giovane dottoressa. Simona Malengo, 47 anni, se ne è andata nel rimpianto generale dopo una lunga, dura lotta per la vita. Specialista in cardiologia, lavorava alle dipendenze dell’Usl in alcuni ambulatori del territorio in provincia di Pisa, come Navacchio, ma anche a Cecina.
Molto amata dalla gente e stimata dai colleghi, con il sorriso sulle labbra ha affrontato le difficili prove dell’esistenza mai arrendendosi di fronte a quello che si è rivelato alla fine un destino crudele. Affetta da anemia mediterranea fin da bambina, era costretta a sottoporsi periodicamente a trasfusioni di sangue. Un percorso accidentato a causa di una grave forma di epatite. I farmaci non sono bastati più e si è reso necessario il trapianto di fegato, lo scorso inverno. Era sembrata riprendersi, però purtroppo si sono registrate complicazioni e nei giorni scorsi è sopravvenuto il decesso.
Di quanto Simona Malengo fosse ben voluta si è avuta dimostrazione ieri quando si sono svolti i funerali nella pieve romanica. Una folla di medici, venuti anche da lontano, e soprattutto la moltitudine di persone semplici accorse per l’estremo addio. Il traffico nella piazza della chiesa e nelle strade adiacenti è rimasto semiparalizzato. Quasi un’impresa trovare un posto nei parcheggi. Al termine del rito religioso il feretro è partito alla volta di Montecatini, località della quale la professionista era originaria.
Il dottore Maurizio Cecchini traccia l’alto profilo della scomparsa: «Ho avuto Simona come allieva – riferisce Cecchini – la ricordo come una studentessa modello. Sempre curiosa intellettualmente, come i veri medici devono dimostrarsi. Di sicuro lascia in tutti un vuoto incolmabile».
In Vallegraziosa Simona aveva fissato la residenza, in via Ruschi, non lontano dal Ponte Grande. Con i cittadini del posto aveva stabilito un rapporto di viva cordialità. Era la prima a salutare, ricambiata. A “La Vecchia Pieve”, poco lontano da casa, non di rado era solita consumare un pasto frugale. «Colpiva la sua cortesia, accompagnata da modi signorili. Una donna solare», dice Alessio Canu, il titolare della trattoria.
Pierluigi Ara
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