Il dolore
Cambiò la medicina a Pisa
L’addio a Pinchera, con lui nacque una scuola poi diventata famosa nel mondo
PISA. Aldo Pinchera era giunto all’Università di Pisa da Roma, dove aveva studiato nel gruppo del professor Cataldo Cassano, all’inizio degli anni Ottanta, seguendo il professor Lido Baschieri. A quest’ultimo, l’Ateneo pisano aveva affidato infatti la cattedra d’insegnamento di Medicina del lavoro e l’assistenza ai malati endocrinologici nella struttura del Calambrone. Succedendo poi al maestro, Pinchera come direttore dell’Unità operativa di Endocrinologia ha avuto il merito d’impostare un’ innovativa visione moderna della medicina, basata sui continui scambi d’informazione a livello internazionale. Per questo motivo soggiornò a lungo nei principali Centri specialistici americani, acquisendo una dimensione culturale e pratica unica nel settore.
Nacque così la “scuola” pisana, che oggi è senz’altro fra le più accreditate in campo nazionale e all’estero. Un gruppo di lavoro capace di spaziare e di essere competitivo in tutti i settori delle malattie della tiroide. Sono centinaia le sue pubblicazioni e tanti i ruoli istituzionali che ha rivestito, come ad esempio la presidenza della Società Italiana di Endocrinologia, ma soprattutto quello di direttore del Dipartimento di Endocrinologia e metabolismo, Ortopedia e traumatologia, Medicina del lavoro, all’Azienda ospedaliera universitaria pisana, che ha mantenuto fino al collocamento a riposo. Da un lato dunque la ricerca, dall’altra l’indispensabile assistenza al malato. Uno dei cavalli di battaglia è stata la prevenzione e la cura del gozzo tiroideo. Ha poi sostenuto sempre la necessità di migliorare gli stili alimentari nelle carenze di iodio, proponendo la necessità di portare sulle tavole il sale iodato.
Una figura dunque eclettica, quella di Aldo Pinchera, un comunicatore d’eccezione, capace soprattutto di guardare lontano anticipando i tempi e proporsi come uomo del dialogo nel frastagliato mondo della scienza medica. Dotato di grande personalità, sapeva imporre il proprio modo di vedere le cose grazie anche alla pacatezza dei modi e a un’impeccabile sintesi espositiva, testimone di quanto chiaro fosse il percorso del proprio pensiero.
Era nato a Napoli, il 4 agosto 1934. Arguto e sensibile come pochi, amava definirsi un «napoletano all’estero», ma Pisa – diceva sorridendo - «è un’altra cosa» e confidava quindi come la maggior soddisfazione fosse vedere il resoconto dei suoi congressi riportati su Il Tirreno. E così fu proprio il mese scorso, quando ci telefonò personalmente per fare la sintesi della sua ultima fatica, il Congresso europeo dell’Associazione contro le malattie della tiroide. La lezione magistrale che tenne nella giornata inaugurale di quella manifestazione cui erano presenti esperti provenienti da tutto il mondo, oggi rimane come testamento spirituale, morale e scientifico.
Personaggio istrionico, personaggio dotato di un grande senso dell'umorismo, grande comunicatore, conoscitore di diverse lingue straniere, uomo di grande cultura in tutti i campi, apprezzato nei più vari consessi internazionali, godeva della stima e dell'amicizia degli scienziati più famosi nel campo degli studi endocrinologici. Visiting professor all'estero, è stato spesso ospite di trasmissioni televisive e di talk show.
L’Università ricorda che la sua carriera di docente era iniziata nel 1980 con la nomina a professore straordinario di "Medicina costituzionale e Endocrinologia". Insignito dell'Ordine del Cherubino nel 2005, Pinchera ha ricevuto il titolo di professore emerito nel 2010.. La camera ardente è allestita da stamani nella Chiesa di San Francesco (via San Francesco). Le esequie si svolgeranno oggi alle 15.
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