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Pisa

A Vecchiano aumenta l’Imu ma non per la prima abitazione

A Vecchiano aumenta l’Imu ma non per la prima abitazione

E Confedilizia lancia l’allarme sull’imposta sulla casa voluta da Monti che cambierà le locazioni Soprattutto a San Giuliano sono a rischio gli affitti concordati non più convenienti per i proprietari

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VECCHIANO. Aumenta l’Imu a Vecchiano, ma non per le prime case. «La verifica degli equilibri di bilancio ha riservato una sorpresa non piacevole, così come del resto è avvenuto per tutti i Comuni italiani - spiega il sindaco Giancarlo Lunardi - . Ai tagli alla finanza locale, a suo tempo stabiliti dall’ex Ministro Tremonti, si è aggiunta la forte riduzione delle risorse operata con più leggi dal Governo Monti. Ad oggi, le risorse finanziarie tagliate al Comune di Vecchiano ammontano a 515.000 euro che debbono essere recuperati entro il 2012.

Di fronte a questa situazione, che ha i caratteri dell’eccezionalità, ma che non può essere ritenuta equa, l’amministrazione comunale ha dovuto fare ricorso a tagli sul bilancio, non prevedendo alcuna sostituzione dei sei dipendenti recentemente andati in pensione, recuperando così oltre 100mila euro. L’altra misura che si è resa necessaria è stata la revisione dell’Imu. A questo proposito, mi preme sottolineare che viene salvaguardata la prima casa, che rimane all’aliquota ridotta dello 0,4%. Anche i terreni agricoli rimangono all’aliquota minima, cioè allo 0,1%, mentre gli altri fabbricati vengono portati dallo 0,76% allo 0,86% e le case sfitte, in un momento di grave crisi per il settore casa, anche a causa dei tanti sfratti, vedono passare la rispettiva aliquota dallo 0,86% al massimo dello 1,06%”. «Sono queste le modalità attraverso cui - continua il primo cittadino vecchianese - ci vediamo costretti a recuperare la parte rimanente dei fondi tagliati dallo Stato, al fine di non mettere in crisi i servizi socio-sanitari e scolastici i cui fondi non vengono intaccati».

E mentre l’amministrazione di Vecchiano è costretta a rivedere le aliquote Imu, Giuseppe Gambini, presidente provinciale di Confedilizia, a Pisa, lancia l’allarme sulle conseguenze dell’Imu. In pratica, i proprietari che hanno affittato le proprie case, rispetto alla precedente Ici, devono pagare molto di più, soprattutto per quanto riguarda la voce degli “affitti concordati”. Fra i paesi del Lungomonte, è San Giuliano il luogo dove questo problema è maggiormente sentito. Gambini ha fatto l’esempio che un’immobile categoria A/2 classe 2 con 5 vani con rendita catastale di 626 euro, passa da un’aliquota Ici dell’1 per mille a un’aliquota Imu del 10,6 per mille. Se il proprietario pagava 50,57 euro d’Ici è passato a pagare 857,63 euro di Imu con un aumento di 1.595,93%.

In pratica, il piccolo propritario non avrà alcun interesse a percorrere la strada degli affitti concordati con la conseguenza che tante famiglie si troveranno fuori casa perché gli affitti saranno destinati a salire. (d.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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