Sicurezza
«Da sola o in holding, la Sat vola alto»
L’amministratore delegato del Galilei, Gina Giani, risponde su sviluppo, investimenti, via Cariola e polemiche
PISA. «In uno scenario in cui la torta a disposizione è sempre più piccola c’è il rischio che qualcuno diventi cattivo». L’amministratore delegato di Sat, Gina Giani, ha questi unici timori. Il decollo e la tenuta di rotta, nonostante la crisi, dell’aeroporto di Pisa, a qualcuno non piace, ma chiaramente non si può piacere a tutti e l’obiettivo in casa Sat è mantenere il ruolo di scalo strategico, come prevede il piano nazionale del ministero. Con l’ad del Galilei ecco un dialogo a tutto tondo che spazia appunto da tenuta e investimenti agli attacchi al people mover, dalla necessità di una competizione ad alti livelli ad una speranza reale, finalmente, per gli abitanti di via Cariola, fino al deposito di carburante ancora fermo e al centro di una denuncia di Fit Cisl.
Nonostante la crisi, quindi, il Galilei tiene.
«Dopo un 2011 da record per Sat, con un incremento di traffico che ha superato l’11% andando a quota 4 milioni e mezzo di passeggeri, il primo semestre del 2012 è stato straordinario, con una crescita del 3.8% a fronte di un sistema aeroportuale nazionale fermo allo 0.1: per la prima volta nei primi sei mesi abbiamo superato i 2 milioni di passeggeri. Genericamente i mesi estivi portano nuove crescite, ma quest’anno c’è stato il fallimento inaspettato di Wind Jet: era il nostro quarto vettore che ci portava 220mila passeggeri l’anno...».
Sat come ne è uscita?
«Abbiamo un’assicurazione che copre all’80% i fallimenti delle compagnie: il debito era di un milione e 200mila euro, la perdita è stata di 300mila. Avevamo chiesto anche il blocco degli aeromobili, ma l’Enac l’ha accordato solo a Catania, dove la compagnia fa base».
A che si deve la tenuta del traffico?
«Ci sono state discontinuità, ma in sostanza è andata bene: a fine settembre si è registrato un +1% rispetto al 2011 e tutto grazie agli stranieri che in Italia sono venuti comunque, mentre gli italiani sono partiti meno. E poi c’è il successo del volo per New York tanto che la Delta l’ha riconfermato per l’anno prossimo. Recessione a parte, noi teniamo..».
Merito anche di investimenti indovinati?
«Una politica che va avanti da anni e che ha trasformato questo scalo, che nel 2005 aveva solo otto piazzole di sosta per gli aeromobili, portandolo al sesto posto nel panorama degli aeroporti regionali italiani, diciamo al quinto a pari merito con Palermo, pur non essendo un capoluogo di regione».
Qualcuno ci ha creduto?
«Merito di Piergiorgio Ballini che quando iniziò questa trasformazione, nel 98, sembrava un visionario. Ha lavorato dieci anni per passare come piazzole di sosta dal 5 all’8% di superficie occupata. Si scontrò con veri muri di gomma all’Enac e alla Difesa, scrisse anche a Ciampi e oggi siano a 21 piazzole con un investimento nel 2008 di 12 milioni di euro in autofinanziamento Sat. Senza quelle scelte oggi non saremmo a 4 milioni e mezzo di passeggeri, ad essere considerati aeroporto strategico dal piano nazionale del ministero ed uno dei primi regionali italiani».
Cosa c’è in cantiere ora?
«A marzo abbiamo inaugurato l’integrazione del terminal principale con il check-in B, e l’anno scorso abbiamo trasferito l’attività merci nel nuovo building. La demolizione del vecchio prevede l’espansione della nuova aerostazione passeggeri per arrivare ad una capacità di sei milioni entro il 2015».
I lavori sulla pista principale?
«Entro la fine del mese parte la gara per i lavori sulla pista principale che prevedono l’allungamento a sud di 500 metri, la realizzazione di una “U” di collegamento con la secondaria (su cui si sposterà il traffico durante l’intervento), con l’obiettivo di spostare il punto di decollo, permettere di virare prima e ridurre l’impatto ambientale. Questo allinea la principale ai migliori standard di sicurezza e la porta in termini operativi nella categoria di quelle di Fiumicino. Costo di progettazione della pista 18 milioni di euro, di cui 4 per ridurre il rumore su Pisa».
Facciamo i conti?
«Dal 2009 al 2011 Sat ha investito 35 milioni e mezzo di euro, altri 10 li investe quest’anno, la previsione per l’anno prossimo è di 20. La migliore risposta ce la danno i viaggiatori che dicono che ogni volta che partono o atterrano trovano qualcosa di nuovo...».
S i continua ad attaccare il people mover...
«Il people mover programmato è uno dei quattro investimenti, con la pista, l’aerostazione passeggeri e l’area di via Cariola, che ci hanno fatto diventare aeroporto strategico».
E veniamo al deposito di carburanti..
«Fu fatto quando l’aeronautica diede i terreni a compensazione, al posto del vecchio che è ancora in zona militare ed è gestito direttamente dalle compagnie petrolifere: la Sat ne ricava le royalty dai carburanti erogati. Per il nuovo era stata fatta una gara con Enac per trovare un partner che avesse le competenze di gestione che noi non abbiamo, ma nel marzo 2009 la società che opera nel vecchio, la Art, ricorre al tar perdendo e l’Enac nel 2010 autorizza la concessione a Jet Fuel: si fanno i lavori e si assume un dipendente con specifiche competenze, ma a giugno si chiude perché il consiglio di stato accoglie la sospensione chiesta da Art a cui si accoda anche Enac, mentre il ricorso arriva in commissione europea che dà l’ok. Dopo una diffida ad Enac si attende a breve il via libera. Le perdite per Sat sono state di 110mila euro».
E per gli abitanti di via Cariola?
«Buone notizie. Col governo sono ripresi i lavori ad un progetto di legge che prevede finanziamenti di stato sulle delocalizzazioni: ci vogliono 17 milioni, Sat è pronta a metterne 3 per quell’area».
A proposito di holding, davvero Firenze attuerebbe politiche non concorrenziali? In passato è andata diversamente...
«La holding riguarda tutti i soci. Per il resto c’è una strana attenzione nazionale sul Galilei e Pisa è accerchiata in uno scenario in cui la riduzione della torta per alcuni rende tutti più cattivi. Non siamo uno scalo di serie B come Perugia, Ancona o Brindisi, ma strategico come Fiumicino, Firenze o Bologna, che sono nostri concorrenti. La scelta di Sat è per un aeroporto che competa in serie A, strategico senza se e senza ma: noi andiamo avanti in maniera sistemica o anche da soli, ma andiamo avanti».
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