La manifestazione
«Costi eccessivi, meglio il bus elettrico»
PISA. Secondo Marco Ponti, docente di economia dei trasporti al Politecnico di Milano, il People mover è uno dei maggiori esempi in Italia di «spese folli»: lo dice in un articolo pubblicato su...
PISA. Secondo Marco Ponti, docente di economia dei trasporti al Politecnico di Milano, il People mover è uno dei maggiori esempi in Italia di «spese folli»: lo dice in un articolo pubblicato su lavoce.info, il portale di politica economica in cui scrive anche Tito Boeri, editorialista di Repubblica. Ponti critica la forma a “U” del tracciato che fa aumentare la lunghezza, la mancanza di un’analisi costi-benefici nel progetto e il contributo pubblico a fondo perduto di 27 milioni: «Con il solo costo degli interessi potrebbe essere realizzato un frequentissimo servizio di autobus ecologici, gratuiti e dedicati». Ieri ha risposto alle nostre domande: evidenziamo che il percorso tocca parcheggi esterni per limitare il traffico in città e utilizza la sede ferroviaria esistente, per non doverne costruire nuove. Ponti non cambia idea: «Non c’è bisogno di costruire nulla! Un bus che usa le strade farebbe lo stesso servizio in meno di mille metri, contro i 1.780 previsti». Altra obiezione: c’è un investimento privato e chi rischia avrà fatto i suoi studi e capito che quella era la soluzione più conveniente. Ponti rilancia: «I privati sanno fare benissimo i conti e se a un certo punto non rientrano dall’investimento, minacciano di ritirarsi convincendo il pubblico a intervenire».
La soluzione? «Più soldi alla gestione corrente e meno alle grandi opere. Non solo si crea più occupazione, ma si spende anche meglio. Se i fondi arrivano da Roma, anche amministratori non corrotti e onestissimi mi hanno detto che l’opera deve costare il più possibile, per soddisfare le pressioni immense delle industrie. Invece, se si finanziano le opere con tasse locali di scopo, i politici stanno attenti a risparmiare per non rischiare di perdere consenso». (g.c.)
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