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«Punite quell’autista razzista» Il Cpt: «Verificheremo»

«Punite quell’autista razzista» Il Cpt: «Verificheremo»

«Quell’autista è un razzista e ora la Cpt, l’azienda di trasporto pubblico locale pisana, deve punirlo». La denuncia arriva da un medico pisano che dice di essere stato testimone oculare del...

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«Quell’autista è un razzista e ora la Cpt, l’azienda di trasporto pubblico locale pisana, deve punirlo». La denuncia arriva da un medico pisano che dice di essere stato testimone oculare del presunto episodio di razzismo, avvenuto nel tardo pomeriggio di lunedì, e che Francesco Stea ha reso pubblico inviando una lettera ai giornali. «Alle 18.21, in viale Bonaini un uomo su un’auto di servizio della Compagnia Pisana Trasporti - scrive Stea indicandone il numero di targa - prima mi ha sorpassato sulla destra dicendo “fammi passare”; poi, quando l’auto davanti a lui (eravamo in coda) si è fermata un attimo per far scendere un signore di colore, l’ha insultato urlandogli “negro di m...” e per finire in bellezza, quando siamo ripartiti l’ha sorpassata superando la linea continua».

Stea dice infine di avere segnalato l’episodio a chi di dovere e afferma di «rabbrividire al pensiero che il trasporto pubblico a Pisa sia in mano a incivili del genere» auspicando che nei confronti dell’autista «siano adottati provvedimenti disciplinari». Il presidente del Cpt, Mario Silvi, nel pomeriggio di ieri ha saputo della segnalazione (arrivata in mattina) e ha chiamato subito il responsabile dell’esercizio per individuare chi fosse alla guida del mezzo di servizio lunedì scorso. Silvi tiene a specificare che si tratta «di una procedura standard, prevista dal regolamento interno, che seguiamo per ogni segnalazione ricevuta, alla quale quasi sempre rispondiamo pure per far presente che l’indagine è partita». Nel giro di un paio di giorni sarà ascoltato l’autista della vettura con le insegne della Cpt dalla quale sarebbe partita l’offesa e sarà sentita la sua versione dei fatti. In base a ciò che si riuscirà ad accertare, «sarà comminata un’eventuale punizione, come previsto dal contratto nazionale». La posizione dell’azienda è dunque d’attesa: massima celerità nella ricerca della verità, ma senza troppa enfasi perché allo stato non si conosce quello che è realmente accaduto e si procede con le indagini di routine.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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