Il Tirreno

Pisa

Frane, allagamenti e distretto Asl chiuso

di Pierluigi Ara e Beatrice Ghelardi
Frane, allagamenti e distretto Asl chiuso

Disagi per le strade e nelle abitazioni. Il sindaco Panattoni: «Non ci era stato comunicato alcun allarme meteo»

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SAN GIULIANO. Una bomba d'acqua si è abbattuta ieri mattina sul lungomonte pisano. In particolare nel comune di San Giuliano con la pioggia che è caduta senza sosta per quasi quattro ore. Disagi alla circolazione, fossi straripati soprattutto nelle frazioni di Pappiana e San Martino Ulmiano. La zona più colpita è stata Ripafratta dove sono caduti 100 millimetri d’acqua in poche ore. E tutto questo senza che ci fosse stato alcun avvertimento da parte della protezione civile.

Nessuna allerta meteo. «Non abbiamo ricevuto nessun allarme meteo - attacca il sindaco Paolo Panattoni - quindi non avevamo predisposto le normali procedure in caso appunto di allarme. Abbiamo dovuto attrezzarci in fretta e furia durante il nubifragio».

Gravi danni anche in Valgraziosa dove una quarantina di case sono state allagate. Ecco la cronaca di una mattina di allagamenti e disagi per le strade impraticabili.

S. Giuliano: scatta l’emergenza. Il temporale si è scatenato con violenza intorno alle 9 del mattino. Una vera tempesta che si è placata solo dopo due ore. Il Coc, Centro operativo comunale, è stato attivato solo alle 11. A coordinarlo il vicesindaco Juri Sbrana, insieme all’assessore alla protezione civile Francesco Verdianelli. «Abbiamo seguito la procedura standard per le emergenze – hanno dichiarato gli amministratori - ed è stato coinvolto il centro intercomunale di Calci.». In tutto, il Comue di San Giuliano ha impiegato 30 operai e 20 vigili urbani oltre a una ventina di volontari. Le scuole hanno avuto la priorità assoluta. «Gli edifici sono stati liberati dalle infiltrazioni di acqua, i bambini sono stati messi immediatamente al riparo dal temporale», hanno precisato Sbrana e Verdianelli.

Strade chiuse. Non praticabili via Cilea a Limiti e via Aldovrandi a Sant’Andrea. Acqua alta anche a Pontasserchio in via Vecchializia e in via Aldo Moro, dove i sacchetti dell’immondizia galleggiavano per strada durante il temporale. Molti gli allagamenti nelle varie frazioni: tra queste Pappiana, San Giuliano, nel centro storico, La Fontina, in via Carducci. A Gello, in via del Cantone e via Ulisse Dini l’acqua ha creato problemi a diverse abitazioni. Ad Asciano, in via Possenti, sono caduti alcuni massi sulla strada; invasa dalla pioggia anche via dei Pioppi. Ad Agnano, nei pressi dell’ex discoteca Pellerossa, per far fronte all’emergenza la polizia municipale ha dovuto attivare un senso unico alternato.

Furgono in un fosso. Un furgone di GeSte che trasportava cibo per le scuole è caduto in un fossato in via Buozzi a Sant’Andrea in Pescaiola. Sono accorsi in breve tempo altri mezzi per poter garantire la mensa a tutti i bambini.

Chiuso il distretto sanitario. Il distretto di San Giuliano ha subito danni e dovrà restare chiuso fino a sabato. Le attività, informa l’Asl, saranno spostate al distretto di Vecchiano dove ci sarà anche la guardia medica.

Frane a CalcI. Due frane su strade a grande traffico, via Ruschi all’altezza dell’Oasi del Sacro Cuore e la strada verso il Serra, poco dopo Castelmaggiore. Smottamenti diffusi. Oltre 30 abitazioni allagate. Un torrente esondato, canali e fossati straripati.

Va detto che gli interventi volti a normalizzare la situazione si sono rivelati tempestivi ed efficaci, sotto la regia di Mauro Celandroni e di Bruno Novi, ma anche da parte degli operai della cooperativa Lungomonte pisano gestita da Alessandro Bonanni. Presenti gli amministratori, la polizia municipale e i carabinieri. Una mobilitazione anche per prestare i primi soccorsi nei punti critici come alla Gabella e alla Cantinaccia. Hanno rischiato di annegare animali da cortile nei pollai, soprattutto alla Baragaglia e a Crespignano.

Il Ballino ha tracimato. A Val di Vico vasti allagamenti, ma la frazione a maggiore rischio è senz’altro la Corte. Al Martini, vicino San Piero, il Ballino, dopo aver abbattuto un muro di contenimento, ha invaso case e strada. In località Ponte di Menco è tracimato il Vallino, le acque si sono riversate sul parcheggio e in via Buozzi, che è divenuta un immenso lago. All’altezza del parco della Fonderia pochi box si sono salvati nonostante le pompe in azione. Hanno richiesto un impegno prolungato le operazioni di parziale bonifica attorno ai ponti letteralmente intasati, dei torrenti. A un certo punto la corrente è sembrata sul punto di travolgere infissi anche ben solidi. «Si è evidenziata la debolezza di certe realtà strutturali - osserva Enzo Petrini, un esperto - l’Autorità di bacino non può non prendere atto che i due Vallino, che scendono giù dalla Certosa e da Santo Pietro, necessitano di urgenti lavori per allargare l’alveo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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