Sicurezza
Allarme per la nube, l’Arpat rassicura
Esplode un’autobotte alla Teseco, fumo e cattivo odore nella zona di Ospedaletto. «Non ci sono rischi per la salute»
PISA. Un’esplosione, un odore nauseabondo e una nube giallastra. È stato il panico. Una mattinata di paura quella di ieri per il timore di una nube tossica ad Ospedaletto. Nel piazzale dell’impianto di smaltimento di rifiuti speciali della Teseco, infatti, si è verificato un incidente che ha provocato la fuoriuscita di una nube composta da sostanze varie, fra cui ipoclorito di sodio.
L’esplosione è stata avvertita in tutta la zona insieme ad un forte e persistente odore simile alla candeggina, diffondendo il panico. Ma secondo i tecnici intervenuti - con Arpat e Asl c’erano protezione civile e vigili del fuoco - «non ci sono state criticità per la salute e l’ambiente».
L’incidente è avvenuto alle 10.30 ed in pochi minuti sono state avvertite soprattutto le scuole, in primo luogo le Baracca, che si trova lì vicino, a Sant’Ermete, e poi le altre in città. In via precauzionale si è chiesto ai responsabili degli istituti di non aprire le finestre nel timore che la sostanza diffusasi nell’aria nella zona di Ospedaletto potesse essere pericolosa e potesse diffondersi. L’allarme è cessato però a fine mattinata.
Cosa è successo lo ha spiegato il direttore di Arpat, Marcello Mossaverre. «L’incidente - ha detto - è avvenuto durante il travaso di rifiuti liquidi da apposite cisternette portatili su un’autocisterna mobile. Genericamente viene verificato che le sostanze siano compatibili, ma presumibilmente in una di queste c’era una sostanza irritante, si pensa ipoclorito di sodio (ndr: sostanzialmente varichina) che ha fatto reazione». La reazione ha provocato lo scoppio del portellone posteriore dell’autospurgo, da cui si sarebbe sprigionata per alcuni secondi una nube che qualcuno dei presenti e degli abitanti della zona ha definito giallastra, qualcuno verde, che però sarebbe stata subito spazzata via dalla pioggia.
«Fortunatamente - ha aggiunto infatti Mossaverre - la pioggia ha favorito la diluizione e non c’è pericolo neanche per la caduta a terra, perché si tratta di quantità contenute».
«C’è stato uno scoppio - dice una nota di Arpat, Asl e vigili - da imputare al contatto imprevisto di sostanze incompatibili che hanno sviluppato sostanze leggermente irritanti per le vie respiratorie. È intervenuta immediatamente l’azienda e la pioggia ha contribuito a mitigare l’evento. I campioni di aria analizzati anche con gli strumenti portatili in dotazione ai vigili del fuoco non hanno evidenziato particolari criticità. Non si rilevano problemi per la salvaguardia della salute della popolazione e dell’ambiente».
«Non ci sono stati danni a persone o cose - si legge in una nota dell’azienda -. Le sostanze contenute nelle cisterne, così come la colonna di vapore liberata nell’aria, non sono pericolose. Le autorità, polizia e carabinieri hanno potuto fare con tempestività tutti gli accertamenti del caso e le analisi non hanno accertato criticità. le attività dello stabilimento sono proseguite senza la necessità di allontanare il personale o rallentare le attività di lavoro.
Sull’episodio è intervenuta anche la consigliera regionale dell’Italia dei valori, Maria Luisa Chincarini. «Trattandosi di smaltimento di rifiuti speciali e industriali - sostiene Chincarini - è doveroso prestare la massima attenzione alla tutela della salute di cittadini e lavoratori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
