Sicurezza
Il prefetto: arrivano rinforzi da Roma
Per Tagliente si punta sulle sinergie: è tempo di tagli e saranno chiesti aiuti soltanto in base alle necessità del momento
PISA. Non ci saranno rinforzi negli organici, quelli più volte richiesti soprattutto dai sindacati di polizia, ma anche dal primo cittadino, Marco Filippeschi, di fronte ad una situazione per certi versi esplosiva, in una città che non è né Napoli, né Milano, che certo è ancora a misura d’uomo, ma che si trova quotidianamente a fare i conti con furti, borseggi, traffico di droga e spaccio, abusivismo, contraffazione, occupazioni, eversione e tutti i risvolti negativi della movida. Lo ha precisato ieri mattina a palazzo del governo il prefetto, Francesco Tagliente, nel summit organizzato proprio per fare il punto della situazione. Ma ci saranno comunque i rinforzi necessari di fronte alle singole circostanze di emergenza, rinforzi, come ha precisato Tagliente, assicurati dal ministero dell’interno. Eppure, qualche anno fa, la città ha firmato davanti all’allora ministro Maroni il patto per Pisa sicura, che avrebbe dovuto tener conto delle esigenze di un territorio particolare, stretto com’è fra aeroporto civile e militare, università, scuole di eccellenza, base americana, monumenti come possibili obiettivi sensibili, e soprattutto contenitore di una popolazione censita di meno di novantamila abitanti ma su cui gravitano quasi centocinquantamila presenze al giorno, considerati studenti e pendolari. Maroni all’epoca disse che la città si era data da sola gli strumenti con le ordinanze sindacali, ma queste sono state spazzate via dalla sentenza della consulta della corte costituzionale, tranne l’antiborsone e l’anticaduta, salvate in extremis da Regione e leggi precedenti. Ieri mattina in prefettura con Tagliente c’erano il questore, Gianfranco Bernabei, il comandante dei carabinieri, Gioacchino Di Meglio, quello della polizia municipale, Massimo Bortoluzzi, e per la guardia di finanza il colonnello Maurizio Innocente.
«È nella sinergia di queste forze - ha detto Tagliente - con servizi di prevenzione e repressione, modulati di volta in volta a seconda delle esigenze, che ci poniamo come contrasto alle varie forme di illegalità. Qui maghi non ce ne sono, attuiamo delle strategie per mettere in rete tutti gli attori del territorio, intorno ad un progetto non formalizzato ma condiviso da tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine, verificato periodicamente per accertare criticità e situazioni di allarme. Questo incontro si prefigge l’obiettivo di far capire alla gente che ci siamo, che può contare sulle istituzioni. Se siamo bravi si vedrà, intanto ce la mettiamo tutta. Non aumenteranno i numeri degli addetti all’ordine pubblico perché la situazione è sotto gli occhi di tutti e si va verso un futuro di tagli e non di incrementi. Ovviamente restano importanti per noi la collaborazione dei cittadini e gli incontri che abbiamo avuto sia con le associazioni di categoria che con i comitati cittadini. Se necessario saranno sollecitati gli uffici ministeriali per integrare le forze territoriali con rinforzi che vengono puntualmente assicurati. Anche ieri sera (domenica, ndr) ho parlato con i vertici del servizio ordine pubblico e controllo del territorio che mi hanno garantito disponibilità delle risorse richieste. Con il vertice regionale della polizia ferroviaria, infine, ho concordato una rimodulazione dei servizi di vigilanza alla stazione per rendere più visibile il pattugliamento e più sicuri arrivi e partenze dei passeggeri».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
