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Pisa

I libri della Sapienza provvisoriamente andranno a S. Matteo

I libri della Sapienza provvisoriamente andranno a S. Matteo

Il ministero ha concesso l’autorizzazione necessaria La Biblioteca universitaria, in parte, aprirà fra pochi mesi

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PISA. La riunione di Roma svolta il 27 settembre scorso ha portato finalmente al primo risultato visibile: l’Agenzia del Demanio ha concesso il palazzo San Matteo per l’allestimento della sede temporanea della Biblioteca universitaria di Pisa, la Bup, chiusa dal 29 maggio scorso in seguito a un’ordinanza sindacale dopo i danni causati dal terremoto in Emilia.

In una nota diramata ieri pomeriggio dal Ministero del beni culturali (Mibac) si conferma che «nel dare seguito a una specifica richiesta di sistemazione provvisoria» della Biblioteca univeritaria, chiusa per le criticità strutturali del palazzo della Sapienza che la ospitava, «il direttore generale dell’Agenzia del Demanio ha espresso parere favorevole a concedere una porzione limitata dell’edificio del palazzo S. Matteo, nel centro storico della città, dove allestire, nell’arco di pochi mesi, i servizi essenziali di consultazione della Biblioteca universitaria».

Lo stallo osservato da maggio era dovuto a due problemi: in Sapienza, immobile dell’ateneo pisano, convivevano la facoltà di Giurisprudenza (che dipende dal ministero dell’Università) e la Bup, sotto tutela del Mibac; quindi c’era il dubbio su chi ricadesse la competenza di trovare una soluzione per gli oltre seicentomila volumi che con il loro peso avevano messo a rischio la staticità dell’edificio. Inoltre, ogni scelta transitoria poneva un’ipoteca sulle quelle future: per molto tempo si è pensato che portare i libri fuori dal palazzo fosse un trucco per non farli più rientrare. Così in questi mesi, l’Università ha spostato i testi della sua più piccola biblioteca di giurisprudenza, mentre quelli della Biblioteca universitaria sono rimasti immobili, “vittima” di veti incrociati e di carenza di fondi. A fine settembre la spedizione del sindaco Marco Filippeschi e del rettore Massimo Augello nella sede del Mibac ha rotto gli indugi. Così ieri il ministero guidato da Lorenzo Ornaghi ha dato la doppia buona novella: in primo luogo, «gli spazi concessi sono stati individuati a seguito dei numerosi e specifici sopralluoghi e giudicati perfettamente idonei a corrispondere temporaneamente non solo alle esigenze tecniche di erogazione dei principali servizi all’utenza, ma anche a soddisfare efficacemente le molteplici richieste provenienti dagli studiosi e dall’opinione pubblica locale». In più, se finora non si sapeva chi pagasse, adesso Roma comunica che almeno sulla porzione del San Matteo «i relativi costi di adeguamento funzionale saranno a carico del Mibac». Resta il nodo della soluzione finale, che potrebbe essere l’ex Intendenza di Finanza, in piazza Carrara, dove la spesa prevista è di 10 milioni di euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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