Attenzione
Gli enti non credono in una svolta
Comune e Provincia: aspettiamo la comunicazione del Cpr, poi ci muoveremo
PISA. Imbarazzo e attesa tra i 16 soci del Consorzio Pisa Ricerche, alcuni pubblici e altri privati. Oggi alle 16 in Provincia ci sarà la riunione della verità e il presidente Carlo Guelfi dirà se è possibile la soluzione preferita da tutti - il concordato preventivo in continuità, che consente di proseguire l’attività - oppure il concordato liquidatorio, che è un nome elegante per dire “fallimento”.
Ieri abbiamo cercato di contattare alcuni dei soci: tra irreperibili, chi chiede di non essere citato e chi resta alla finestra, alla fine solo il fronte politico accetta di non nascondersi. Per esempio, l’assessore al bilancio del Comune, Giovanni Viale, non mette in dubbio le anticipazioni del Tirreno: al nostro giornale risulta che il primo scenario non sia possibile, poiché il concordato in continuazione è concesso alle condizioni che ci sia un piano triennale di commesse e che siano stabilite le modalità di rientro dal debito; e pare che i conti non lo consentano. Pertanto Viale può solo anticipare che «se le condizioni oggettive sono quelle, non sembra ci siano molte strade». Tuttavia, per correttezza, non può esprimere un giudizio fino a quando «non ci ufficializzeranno la situazione: a quel punto si tratterà di capire come intervenire». E rimanda l’appuntamento telefonico alla fine della riunione di oggi.
L’assessore provinciale ai poli tecnologici e alle partecipazioni societarie, Graziano Turini, dà un altro indizio per capire quanto poco manchi a portare i libri in tribunale: «La normativa di fatto ci impedisce di finanziare aziende in perdita; stiamo contattando i tecnici per studiare soluzioni». Tutto dipende da quanto i soci vorranno mettere mano al portafoglio: a Turini, da un giro di consultazioni esplorative, «pare di capire che non ci siano gli estremi». (g.c.)
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