Il dolore
Acque agitate in piscina per le mancate assunzioni
La Slc-Cgil denuncia il mancato rispetto degli accordi firmati col sindacato e punta il dito contro il Comune per non essersi opposto ai tagli di personale
SAN GIULIANO. La piscina comunale di San Giuliano apre tra le polemiche. Ieri, all'apertura dell'impianto (ritardata di una settimana a causa di un guasto tecnico al locale caldaia), la Slc-Cgil ha organizzato un presidio di protesta insieme ai sei lavoratori impiegati nella struttura con la precedente gestione. Circa venti persone si sono radunate davanti l'impianto per denunciare il mancato rispetto degli accordi firmati tra il Comune e il sindacato per la salvaguardia dei livelli occupazionali in seguito al cambio di gestione della piscina. «Con l'apertura del bando per il nuovo appalto - spiega Feliciano Raimondo, segretario provinciale Slc-Cgil di Pisa – è stata firmata un’intesa per regolamentare questo e tutti i passaggi di gestione della piscina inserendo la cosiddetta “clausola sociale” per garantire i livelli occupazionali. Ma nonostante tutte le rassicurazioni, l'accordo non è stato rispettato».
Venerdì scorso, infatti, in un incontro con Comune e sindacato, la nuova gestione (un'Ati, associazione temporanea di imprese) ha fatto presente che la gestione prevede l'assunzione part-time di due dei sei lavoratori impiegati prima a tempo indeterminato. «È un piano basato sulla riduzione dei costi che non tiene conto né delle esigenze degli utenti né di quelle dei lavoratori – accusa Raimondo -. E il Comune ha fatto la parte di Ponzio Pilato: dopo averci assicurato il mantenimento dei posti di lavoro, non ha opposto obiezioni al progetto che invece non li prevede». Nonostante l'apertura della struttura, i due part-time ancora non sono stati assunti. «Aspettiamo delle proposte concrete – conclude Raimondo - altrimenti useremo tutti gli strumenti possibili e, se necessario, intraprenderemo la strada legale».
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