Proteste
Il filmato non è chiaro Il giudice annulla la multa
Sentenza sul semaforo centrale di Vecchiano e sul funzionamento del sistema Ad un automobilista pisano si contestava il passaggio con il rosso sull’Aurelia
PISA. Nel video dei vigili non si vede il colore del semaforo e comunque quel sistema, per quanto omologato dal ministero e quindi formalmente legittimo, ha un funzionamento incerto. Con questa sentenza, ovviamente sintetizzata al massimo, di fatto, il giudice di pace di Pisa ha dato ragione ad un automobilista che era stato multato di 250 euro con la decurtazione di sei punti dalla patente: secondo i vigili era passato col rosso al semaforo centrale di Vecchiano, quello sull’Aurelia che incrocia il sottopasso delle ferrovie e la strada verso la Marina. La sentenza è del giudice Carlo Scognamiglio, mentre l’automobilista, un commercialista pisano, è stato assistito dall’avvocato Luca Grassini. La multa risale alla sera del 24 aprile scorso. Sulla base dei filmati della videosorveglianza, la polizia municipale di Vecchiano contestava al commercialista di esser passato al semaforo di Migliarino, intersezione con viale di Pini, con il rosso: 205 e rotti euro più spese e decurtazione punti. L’opponente sottolineava la durata della luce gialla inferiore ai minimi di sicurezza e tale da indurre in errore gli automobilisti e la mancata chiarezza del filmato prodotto. Il Comune di Vecchiano, a sua volta, si è costituito in giudizio contestando la fondatezza dei motivi esposti nel ricorso. È stato anche ovviamente visionato il filmato ed il giudice ha concluso che mancava la prova certa dell’attraversamento col rosso e che quindi il ricorso dell’automobilista poteva essere accolto. In particolare il giudice si è soffermato sulle apparecchiature a posto fisso «vista red» col programma predisposto dalla Micro rex. In pratica si tratterebbe si un sistema di funzionamento del semaforo non di quelli programmati e quindi fissi, ma che funzionerebbe a sensore, in un certo senso in base alla differenza di flusso di traffico fra strade principali e secondarie. «Non è qui il caso di ricordare - sottolinea il giudice Scognamiglio - le polemiche, le discussioni e le perplessità già sollevate a livello nazionale circa l’adozione di questo sistema, da molti, e in particolare dall’Adoc (ndr: agenzia di consumatori), contestata per il funzionamento foriero di gravi incertezze e mancanze di garanzia per l’utente e quindi ritenuta irregolare nonostante la legittimità formale derivante dalle norme che la consentono e della altrettanto formale omologazione del singolo apparecchio». Ma il giudice contesta anche la visibilità del filmato, in quanto il colore effettivo del semaforo in quelle riprese, in cui non passa solo l’opponente ma anche un altro automobilista prima di lui, non si vede.
Candida Virgone
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