Il Tirreno

Pisa

Una pisana teneva insieme il clan degli spacciatori

di Francesca Gori
Una pisana teneva insieme il clan degli spacciatori

Parte da qui il traffico che rifornisce di stupefacenti la Maremma Arrestata la giovane insieme a due pusher presi in una casa in centro storico

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GROSSETO. «Sono a Braccagni, ho una bella macchina». Sms promozionali arrivavano sui cellulari dei clienti e partivano da una sorta di numero “aziendale”, che girava tra i vari componenti di una batteria di spacciatori che da Pisa rifornivano di droga la Maremma. Punto di contatto del clan una giovane pisana.

I carabinieri di Follonica, guidati dal tenente Di Sanmartino e coordinati dal comandante della compagnia di Massa Marittima, il capitano Umberto Centobuchi, a quella banda stavano dietro dal tre giugno, quando a Braccagni scoprirono due tunisini, uno di 23 anni, l’altro di 17, che furono accusati di spaccio. Da qualche tempo, i militari della tenenza di Follonica si erano accorti che in una scuola abbandonata vicina alla Fattoria degli Acquisti a Braccagni, c’era un continuo via vai di auto. Si tratta di una zona isolata, dove non c’è niente: quell’edificio abbandonato, la macchia. E uno strano movimento di persone, giovani e meno giovani, avanti e indietro nella vegetazione dove avvenivano gli scambi.

I carabinieri hanno seguito quei movimenti e hanno visto che i due tunisini, spesso e volentieri, dormivano in quell’edificio abbandonato. Per non andare avanti e indietro, tra Grosseto e Pisa. E tanti ragazzi della zona nord della Maremma salivano in auto e raggiungevano Braccagni. Venerdì mattina all’alba, l’attività della banda di spacciatori è stata chiusa da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e dall’arresto in flagrante di un terzo uomo. Ai due fermati a giugno, si aggiungono una pisana di 27 anni, Pamela Quarta, e altri due tunisini, Tahar Talbi, 37 anni, compagno della donna, e Mokhtar Lofti, 27 anni, che era nell’appartamento dei due nel centro di Pisa. Irreperibile un terzo tunisino, anche lui raggiunto da ordinanza di arresto.

Quando i carabinieri sono andati a bussare alla porta di casa della coppia, hanno trovato il ventisettenne che dormiva in una cameretta. Con sé aveva due grammi e mezzo di cocaina, già suddivisa in dosi e pronta per essere venduta.

Il filo che teneva insieme la banda era la donna. Pamela era stata sposata con un marocchino, dal quale si è poi separata un po’ di tempo fa. Ora era diventata la compagna di Talbi. Lei parlava e capiva l’arabo, e riusciva a parlare con tutti i componenti della batteria che probabilmente aveva una struttura verticistica. Le indagini proseguono, per capire chi dava ordini e chi li prendeva.

Quello che è certo è che a comandare erano comunque i più anziani del gruppo. Più volte, al telefono, erano loro ad impartire gli ordini ai giovanissimi che avevano il compito di recuperare la droga e portarla in Maremma, dove poi veniva venduta al dettaglio. La batteria pisana vendeva cocaina, eroina e hashish.

I carabinieri, in totale, hanno sequestrato 11 grammi di eroina, 10 di cocaina e altrettanti di hashish oltre a duemila euro in contanti, probabile provento di spaccio, il cellulare “aziendale” che veniva passato tra i vari componenti della banda e altri telefoni, oltre a varie chiavette usb e un computer portatile su quale probabilmente venivano tenuti anche i contatti con i clienti abituali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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