Il dolore
Fu aggredito in campo ma non sarà risarcito
Inutile il ricorso di un giovane al giudice di pace dopo una rissa negli Amatori La sentenza: era uno spettatore, non doveva entrare sul terreno di gioco
PISA. Riportò gravi lesioni in una rissa in campo, denunciò chi lo aveva aggredito ma non verrà risarcito. E il giudice di pace, al quale si è rivolto in sede civile, spiega il perché, nella sentenza 870/2012: c’era una discussione in campo, ma lui era sugli spalti e lì doveva rimanere.
I fatti risalgono al giugno 2003: al campo della Cella si giocava la gara in notturna di calcio a sette I Passi Malandrino-Caterpillar di Cascina. Una partita spigolosa, tanto che nella ripresa l’arbitro espulse prima due giocatori e poi altri due, uno per parte. E mentre uscivano dal campo, quello del Caterpillar dette una testata a quello della Cella. «Naturalmente - rileva il giudice, Mario Casella - è risultato essere nata una discussione che era animata, ma non violenta».
A quel punto il giovane che poi fu aggredito «è entrato sul campo di gioco pur non avendone diritto e per nessun motivo autorizzato, inveendo contro i giocatori del Caterpillar. Vi è stata quindi reazione con seguente parapiglia nel quale lo stesso ragazzo ha avuto la peggio», riportando lesioni con una prognosi di oltre 40 giorni.
Il ferito querelò quattro giocatori ospiti e quel processo si concluse con pronuncia di incompetenza del giudice di pace per valore, ma due dei quattro denunciati - uno è di Lari, gli altri sono di Cascina - pagarono 550 euro ciascuno per dirimere la questione.
La causa è stata quindi rassunta in sede civile, per il risarcimento danni che il giovane aggredito ha stimato in cinquemila euro, più le spese legali. I convenuti, difesi dagli avvocati Poldaretti, Izzi e Colombini, hanno respinto le accuse mosse loro.
Dopo la prima udienza, il procedimento veniva rinviato a date successive nelle quali si ipotizzava una soluzione transattiva onde arrivare ad un esito bonario della lite: «Anche il giudicante - scrive il magistrato nella sentenza - si adoperava per il detto intento sollecitando i procurati ad intervenire presso i propri assistiti in tal senso». Ma non c’è stato modo di mettersi d’accordo.
Nell’istruttoria sono stati sentiti i testimoni dell’una e dell’altra parte. Scrive alla fine il giudice: «Trattandosi di eventi accaduti in occasione di competizione sportiva, tutto quanto avrebbe dovuto essere composto nell’ambito suddetto. Invece il denunciante chiede di essere risarcito e tale domanda suscita perplessità, poiché è risultato incontrovertibilmente che lui era spettatore e che per nessun motivo doveva entrare nel campo da gioco e, massimamente, fomentare lui stesso le vie di fatto».
Secondo la sentenza, comunque, «sussistono sufficienti motivi per la compensazione delle spese tra le parti».
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