Proteste
«Ma Pisa deve restare protagonista»
La posizione del presidente della Provincia in Regione per discutere della possibile holding fra Galilei e Peretola
PISA. Sono cominciate le prove di una possibile intesa fra le società che gestiscono l’aeroporto di Pisa (Sat) e l’aeroporto di Firenze (Adf).
Il governatore Enrico Rossi, ieri sera ha convocato i soci pubblici delle due società. Già in passato il presidente della Regione Toscana si era espresso a favore di una holding con lo scopo di integrare i due scali in modo che, insieme, possano fronteggiare la concorrenza di altri aeroporti che si ritagliano sempre più fette importanti di mercato, come il caso di Bologna.
Una strategia che ritorna d’attualità proprio quando l’accorpamento delle Provincce sta scatenando polemiche infuocate. Può Pisa cedere terreno nei confronti di uno scalo che movimenta meno della metà dei suoi passeggeri? Nel 2011, sono transitati dal Galilei 4 milioni e mezzo di passeggeri, mentre a Peretola sono stati poco più di 1 milione e 900mila euro. Il rapporto di forza è di oltre 4 a 2 a favore di Pisa. La holding può partire da questo dato di fatto o l’integrazione deve partire da un’altra base? «Costituire un soggetto che integra i due scali è un valore aggiunto - afferma Andrea Pieroni, presidente della Provincia -, ma noi teniamo che Pisa possa vedere confermato il suo ruolo da protagonista e possa continuare il suo programma di sviluppo». Quindi, il presidente Pieroni aggiunge che «la holding non deve andare a danno dell’uno o dell’altro, ma deve puntare ad una forma di sviluppo reciproca. La concorrenza fra Pisa e Firenze sarebbe deleteria».
Ieri alla riunione fiorentina è stato avviato un percorso per la verifica di fattibilità della costituzione della holding. Sulla verifica di fattibilità di questa integrazione, pone l’attenzione il sindaco Marco Filippeschi (trattenuto a Pisa per impegni di lavoro) il quale ricorda come l’ipotesi della holding «è sempre stata la linea del patto dei soci sia pubblici che privati. Ma bisogna capire cosa vuol dire e verificare quanto sia possibile la realizzazione».
Nell’integrazione, i numeri sono a favore dell’aeroporto pisano. Ma Firenze accetterà di iniziare un dialogo partendo da queste premesse? È probabile che il governatore Rossi ponga il problema su un altro piano: la sinergia fra Pisa e Firenze può fare soltanto bene a tutti e due. La Regione Toscana potrebbe aumentare il suo peso (e quindi la sua autorevolezza) acquistando più azioni. Lo ha già fatto nel mese di marzo comprando dal Monte dei paschi il 4,9% di Adf. Ed è probabile che, in futuro, voglia aumentare questo pacchetto. In Sat, la Regione detiene già il 16,9%. In una ipotetica holding, la Regione avrebbe un peso rilevante. Una holding tra gli scali di Firenze e Pisa avrebbe come primo risultato quello di mettere fine a una reciproca concorrenza che farebbe soltanto il gioco delle compagnie aeree che, per ora, riescono a strappare migliori condizioni. L’alleanza dei due scali metterebbe fine a questo tira e molla. Ed un’unica cabina di regia svilupperebbe un marketing comune.
Tuttavia, oltre che la difesa di posizioni di dominanza conquistate nel tempo da scelte strategiche, investimenti e altri investimenti programmati (come è il caso di Pisa), la formazione della holding dovrà fare i conti anche con due società quotate in borsa. Spacchettare le azioni e fonderle in un’unica società non è un’operazione semplice.
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