Sicurezza
La Cisl all’attacco di Sat per una società fantasma
Il sindacato: «La Jet Fuel che avrebbe dovuto gestire il deposito di carburante è nata quattro anni fa, ma non è mai partita ed è costata finora 224mila euro»
PISA. Da quasi quattro anni in aeroporto è nata una società che avrebbe dovuto gestire il deposito di carburante del Galilei, ma di fatto non sarebbe ancora riuscita a partire. Solo che in 44 mesi di vita sarebbe costata 224mila euro. Si tratta della Jet Fuel, società a responsabilità limitata che si trova nello scalo civile e di cui sono proprietari Sat, che gestisce l’aeroporto, e la Refuelling Srl, con sede legale a Reggio Calabria. La denuncia parte da Fit Cgil che in un suo intervento ricostruisce la questione. Ad della Jet Fuel e Francesco Bottari.
«A tre anni e mezzo dalla nascita - dice Gianluca Federici, della Fit Cisl - tanti bilanci in rosso, la società non ha ancora aperto i battenti. Jet Fuel Co. Srl - racconta il sindacalista - nasce nel gennaio del 2009. I soci, Sat spa con la quota del 51% e Refuelling srl con il 49%, sottoscrivono un capitale sociale di 150mila euro. Tre amministratori, cinque sindaci revisori. Il bilancio 2009 si chiude con una perdita di 24mila euro che viene portata sull’anno successivo. Ma intanto la Prefettura e l’Enac non autorizzano l’attività di stoccaggio e messa a bordo di carburante per gli aerei di cui avrebbe dovuto occuparsi la Jet Fuel. Nel 2010 la Jet Fuel ha due dipendenti e sottoscrive quattro contratti di leasing per comprare due autobotti e due motrici; gli amministratori ricevono un compenso complessivo di 55mila euro e la Srl chiude con 148.271 euro di passivo. E non basta. A frenare ancora le cose arrivano un contenzioso con Art, una società di rifornimento di aeromobili, e un intervento della comunità europea. L’assemblea ricostituisce un capitale sociale di 150mila euro e si arriva al 2011. Nel secondo semestre resta un solo dipendente e di chiude con un rosso di 52.272 euro. Il contenziono co0n Art è in altomare e la Società non decolla. Tutto fermo anche per il 2012. Insomma - conclude Federici - una storia che non sembra aver fine, mentre la Jet Fuel Srl è costata in 44 mesi ai suoi proprietari 224mila euro. E non si tratta di storie private - conclude Federici -. Perché i proprietari di Sat sono soprattutto enti pubblici (confluiti nel ‘patto parasociale’ che detiene il 55,31% del capitale sociale della società) e, dunque, in definitiva, il denaro che spende l’azienda è anche dei cittadini. Da una società quotata in borsa come la Sat ci saremmo aspettati più attenzione nella gestione delle proprie risorse». Il servizio, previsto da anni, non avrebbe potuto essere gestito di fatto dallo scalo pisano per cui ear stata decisa una gara, ma quando si era pronti a partire c’era stato il ricorso di un concorrente e alcune problematiche sollevate da Enac.(c.v.)
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