Sicurezza
Il rettore: «I libri restino pure in Sapienza»
Il sì di Augello se la soluzione dovesse essere consentita dalla perizia e risultasse la più economica
PISA. Se dalla nuova perizia da effettuare sulla Sapienza emergesse che il progetto più economico è non spostare i libri della Bup, Biblioteca universitaria, «l’università non dichiarerebbe la sua opposizione». Nelle parole pronunciate dal rettore Massimo Augello si evince che ormai i fondi sono il nodo fondamentale nella vicenda del palazzo chiuso dal 29 maggio. L’occasione è stata la Cut, Conferenza università-territorio, convocata ieri mattina a palazzo Gambacorti: qui, il padrone di casa – sindaco Marco Filippeschi – ha accusato di immobilismo il Mibac, ministero dei beni culturali, sotto il quale è posta la tutela della Bup. Pertanto ha invocato il gioco di squadra: «Dobbiamo puntare in alto, coinvolgere la presidenza del consiglio e i parlamentari affinché siano stanziati quei fondi straordinari che sono previsti per le emergenze». Infatti, è stato proprio il terremoto emiliano ad acuire le criticità strutturali del Palazzo. Alla Cut sindaco e rettore hanno riferito gli esiti dell’incontro romano della settimana scorsa; è stato invitato a partecipare anche il professore Adriano Prosperi, presidente dell’associazione Abup, gli Amici della Bup, che in una lettera aperta al ministro Ornaghi aveva chiesto un confronto pubblico sul tema.
Il piccolo passo avanti dei giorni scorsi è la nomina di un tecnico del Mibac per effettuare la perizia; l’università lo affiancherà con gli esperti del dipartimento di Ingegneria civile e industriale e a breve dovrebbe partire la perizia: essa indicherà se trasferire tutta, una parte o niente della Bup all’Intendenza di Finanza. Costo previsto dei lavori al palazzo in piazza Carrara: 10 milioni, che non ci sono. Ecco che alla fine prevarrà la soluzione «più economica»; con questa apertura Augello ha risposto a chi «in questi mesi mi ha accusato di voler approfittare delle lesioni al palazzo per sfrattare la Bup». Inoltre, si stanno approntando un documento che spiegherà la posizione unitaria della città (lo stileranno i consiglieri comunali Carlo Scaramuzzino e Antonio Mazzeo) e uno spazio consultazione al San Matteo per mantenere l’attività. In contemporanea alla Cut, i lavoratori della Bup hanno effettuato un presidio in piazza XX settembre per lamentare la preoccupazione sul futuro: a loro giunge la solidarietà di Rifondazione comunista. (g.c.)
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