Il Tirreno

Pisa

Una pellicola tra le pareti contro l’elettromagnetismo

di Enza Chiappone
Una pellicola tra le pareti contro l’elettromagnetismo

Schermate quattro aule nella scuola elementare “Toti” di Barbaricina. La nuova tecnologia ha abbattuto del 31% le onde come è stato accertato dai rilievi eseguiti dai tecnici dell’Arpat

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PISA. Una speciale pellicola applicata tra i muri contro l’elettromagnetismo. È l’innovativo intervento eseguito a Barbaricina per proteggere la scuola elementare “Enrico Toti” a causa della vicina presenza di un elettrodotto ad alta tensione. In seguito ad un esperimento portato avanti grazie alla cooperazione di più enti, il problema dell’elettrosmog, particolarmente delicato in un ambiente riservato ai bambini, sembra essere arginato.

La potenza delle onde magnetiche prodotte dall’elettrodotto a 132 kV è stata monitorata, negli anni, dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat). La quale, attraverso un sensore che rileva i livelli di induzione magnetica, posto all’interno della scuola, ha individuato valori di inquinamento al di sotto della soglia di attenzione. Nonostante ciò, le quattro aule più esposte al passaggio di corrente elettrica ad alta tensione, dove l’Arpat ha rilevato un valore di induzione magnetica compreso tra 0,2 e 0,4 microtesla (speciale unità di misura dell’elettromagnetismo), sono rimaste a lungo inutilizzate per precauzione.

L’obiettivo di ridurre il valore del campo magnetico, portando il livello di induzione al di sotto di 0,3, è stato raggiunto dal progetto sperimentale attuato dall’impresa aretina G-iron System di Marco Alvelli, (costo dell’intervento 85mila euro), vincitrice di un bando pubblico presentato dal Comune: contro le onde elettromagnetiche, l’impresa ha ideato, realizzato e sperimentato una schermatura contenuta nei muri e nel soffitto delle quattro aule dell’istituto. «L’esito è stato più che positivo – ha spiegato Nicola Colonna, responsabile provinciale dell’Arpat – in quanto le schermature hanno fatto sì che i livelli di elettromagnetismo si siano ridotti del 31%, scendendo a 0,2 e anche meno».

Le quattro aule più esposte, due a piano terra appartenenti alla scuola elementare Toti e due al primo piano dell’Istituto comprensivo “G. Toniolo”, sono da ieri nuovamente utilizzabili. «Era nostro dovere intervenire – ha dichiarato il sindaco di Pisa Marco Filippeschi – e ringrazio tutti i cittadini che hanno tenuto viva la pressione sul Comune. Il risultato è il frutto di un bell’esempio di cooperazione tra istituzioni diverse, e non sarebbe stato possibile senza i continui passi in avanti di scienza e tecnologia». A livello più generale, già dal 2011 l’amministrazione comunale, con l’ausilio di Arpat e la disponibilità di Terna Rete Italia Spa, ha intrapreso a scopo precauzionale una serie di interventi per tentare di attenuare i livelli di induzione magnetica a Barbaricina. Si tratta sempre di interventi sperimentali, mai attuati in precedenza dal gestore, il cui principio è quello di agire sulla configurazione e sulla geometria dei conduttori. «Rendendoli più compatti e riducendo dunque il loro volume nello spazio – ha spiegato Nicola Colonna di Arpat – si riduce parimenti l’ampiezza della sorgente elettromagnetica». Il che significa che diminuisce la potenza delle onde elettromagnetiche generate dal passaggio di corrente ad alta tensione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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