Il Tirreno

Pisa

Roberta, obiettivi puntati sul diario

di Candida Virgone
Roberta, obiettivi puntati sul diario

Intanto Sara avrebbe lasciato la casa della madre e sarebbe sparita dal lavoro per sfuggire alla pressione mediatica

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PISA. Un diario. Un diario con poche frasi, ma segnate accuratamente quasi tutti i giorni, la cronistoria fedele delle piccole ambasce quotidiane, di una routine come tante in una realtà piccolo-borghese, attorcigliata intorno ad una storia d’amore in agonia, sotterrata dalla malinconia per un progetto di vita che crolla portando con sè speranze, ambizioni, la responsabilità, inevitabile, di figli incolpevoli e che soffrono per gli errori dei grandi. Intorno all’agenda che Roberta Ragusa, la mamma di Gello sparita a metà gennaio, riempiva ogni giorno, ruota una parte dell’inchiesta su questa scomparsa misteriosa. Su quelle pagine, giorno dopo giorno, appare un concentrato degli eventi: inquietante è quello apparso il giorno della famosa caduta dalle scale della soffitta col marito - Antonio Logli, 48 anni, unico indagato in questa inchiesta per omicidio volontario - il martedì, tre giorni prima della scomparsa. «Caduta dalle scale», scriveva Roberta, aggiungendo poi «tragedia», una parola sottolineata due volte.

Un diario che parla, racconta tante cose, come parlano molti oggetti dell’imprenditrice svanita nel nulla, dalla lista della spesa interrotta alle piccole cose di casa, abbandonate all’improvviso.

Un diario che può svelare particolari importanti di una storia attraversata da troppe stranezze e tanti punti interrogativi. Come può infatti, una mamma attaccatissima ai suoi figli, svanire nel nulla senza lasciare una traccia di sé, all’improvviso, senza una giacca, una borsa, un telefono, dei soldi, senza farsi più viva in alcun modo con i suoi cari? È chiaro che le è accaduto qualcosa e che le è accaduto qualcosa di terribile. Davanti ai carabinieri e al pm inquirente, Aldo Mantovani, in questi lunghi mesi - fra pochi giorni saranno nove - sono sfilate decine e decine di persone, più di centocinquanta, fra parenti, amici e conoscenti della donna ed ognuno ha fornito particolari importanti alle ricerche e a delineare un quadro più preciso della situazione.

Fra queste ci sono le dichiarazioni dell’ex domestica, rilasciate a ridosso degli eventi, pochi giorni dopo la scomparsa, emerse a poco a poco nel tempo, e che non sono state senza conseguenze. La giovane donna, infatti, chiamata a far ordine nelle ore successive al dramma, maturato nella notte fra il 13 e il 14 gennaio scorsi, non frequentava più la casa da un anno. Ascoltata dagli inquirenti però aveva rivelato di aver visto molte cose fuori posto e di aver sorpreso Antonio a pulire affannosamente con uan spatola la soglia. Ma le rivelazioni non avrebbero fatto piacere ai familiari della svanita titolare dell’autoscuola Futura di Gello, impresa ora affidata alle cure del suocero, Valdemaro.

Oltre a Roberta infatti negli uffici manca Antonio, rientrato dopo una lunga aspettativa al suo lavoro di elettricista alla Geste, ma manca anche la fidata segretaria, Sara Calzolaio, 28 anni. La scomparsa della donna infatti ha squarciato ufficialmente un velo su una realtà che tutti conoscevano, ma di cui si parlava a mezza bocca, la storia annosa - chi parla di otto, chi di dieci anni - di Antonio con Sara. Sara era arrivata alla Futura appena diciottenne per prendere la patente ed Antonio l’aveva raccomandata alla moglie come baby sitter dei ragazzi, Daniele, oggi 16 anni, e Alessia, 11.

Un ruolo svolto con tale fiducia in casa e durante le vacanze, che la ragazza passava all’Elba con loro, da proporla per il passaggio di grado, come segretaria dell’autoscuola, un ruolo preciso, di aiuto, in famiglia, un altro più defilato, di amante, nella coppia. Sara era ed è di famiglia, ma dal lavoro si è allontanata mesi fa, schiacciata dalla pressione mediatica.

Ha perfino cambiato casa: non vive più a Metato con i suoi, ma altrove. Non va al lavoro, esce poco, spesso con Antonio, a volte con lui ed i ragazzi. Ma quasi in sordina: oltre alla caccia delle telecamere, infatti, deve sfuggire al giudizio inclemente del gossip paesano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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