Proteste
Pisa capoluogo, appello ai sindaci
Il Comitato cittadino invita a mobilitarsi come ha fatto Siena
PISA. Politici e amministratori pisani chiedano un criterio di compensazione per salvare la provincia di Pisa, alla quale mancano «solo 56 chilometri quadrati di territorio (il 2% in meno rispetto al parametro di legge) ma, con la sua popolazione di 417 mila abitanti supera del 19% il parametro sulla popolazione».
È questo l'appello rivolto dal Comitato per Pisa capoluogo di provincia, che raccoglie decine di associazioni pisane e centinaia di cittadini, dopo che il Consiglio delle autonomie locali toscano, prosegue il comitato, «non è stato in grado di formulare un'ipotesi di riordino». L’appello è firmato da Franco Ferraro, presidente dell’Associazione Amici di Pisa, anche a nome della altre associazioni che aderiscono al comitato.
Le associazioni pisane fanno anche alcuni esempi concreti e citano il Veneto dove si è «deciso di lasciare tutto invariato, specificando che la provincia di Belluno andrebbe confermata in ragione della sua specificità, quella di Treviso viene mantenuta grazie all'annessione del Comune di Scorzè (operazione assolutamente vietata ai fini del raggiungimento dei requisiti), Rovigo si salverebbe, in relazione alla sua peculiarità territoriale del Polesine e Padova viene confermata per le caratteristiche peculiari del territorio».
Il comitato pisano inoltre cita anche i casi delle Province di Arezzo e Siena (quest'ultima con la mobilitazione di 35 sindaci su 36) e fa appello «ai 39 sindaci della provincia di Pisa, affinché si esprimano a favore di questa idea di compensazione e della conservazione di Pisa come capoluogo, così come è stato fatto per Siena: questa potrebbe essere un'ulteriore dimostrazione di chiarezza nei confronti degli oltre 400 mila abitanti che pretendono che i loro sindaci si esprimano sul loro legame alla città di Pisa; se così non fosse escano allo scoperto e si sottopongano al giudizio politico dei cittadini».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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