Attenzione
Ikea, dai partiti perplessità sull’operazione
Reazioni alla pubblicazione dell’atto di compravendita dei terreni da Rifondazione, Sel e Pdl
PISA. Reazioni al nostro articolo di ieri in cui abbiamo reso noto l’atto di compravendita fra Svilpuppo Navicelli s.p.a. e Ikea per l’acquisto dell’area dove sorgerà il megastore della multinazionale svedese.
«Quanto pubblicato - afferma Maurizio Bini, capogruppo di Rifondazione comunista in consiglio comunale - conferma il modo con cui colpevolmente sono stati pagati i terreni al Comune con quattro anni di ritardo senza che il Comune stesso abbia ricevuto delle plusvalenze. Io sono stato l’unico a votare contro anche per le ricadute sul quartiere di Porta a Mare con danni giganteschi alla viabilità e alla qualità della vita».
Per Sandro Modafferi, consigliere comunale di Sel, «la ricostruzione di tutti i passaggi che hanno determinato l'acquisto dei terreni da parte di Ikea conferma alcune perplessità evidenziate da Sel in merito al censurabile ritardo, da parte della Sviluppo Navicelli, del pagamento al Comune del terreno di via Mezzanina non consentendo una discussione più serena nel merito della scelta effettuata dell'insediamento di Ikea. Vigileremo affinché l'ordine del giorno approvato in consiglio comunale, in cui si chiedono impegni precisi su viabilità, impatto economico e questione occupazionale siano realizzati».
Sul caso è intervenuto anche Riccardo Buscemi, consigliere del Pdl che, durante la votazione in consiglio, votò a favore, mentre gli altri colleghi di partito si astennero. «Il servizio del Tirreno - afferma Buscemi - evidenzia il prezzo pagato da Ikea a Sviluppo Navicelli Spa per i terreni di Porta a Mare, compresi quelli di via Mezzanina ceduti dal Comune, con una plusvalenza di oltre 1.500.000 di euro per Sviluppo Navicelli, che avrebbe potuto incassare il Comune se i terreni fossero stati ancora suoi». Buscemi sottolinea che votò a favore in quanto «pur essendo evidente che da parte degli uffici comunali c'era stata una lunga e pessima gestione dell'alienazione di quei terreni, un voto contrario non era nell'interesse della città, perché Ikea non avrebbe sicuramente aspettato l'evolversi di una situazione nata male e gestita ancora peggio. Concludendo, l'amministrazione comunale non è quel campione di virtuosismo finanziario che il sindaco piace ripetere troppo spesso: un po' di autocritica non guasterebbe, e soprattutto un maggiore controllo sugli uffici comunali».
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