Sicurezza
Cani, gatti e animali da cortile uccisi da bocconi avvelenati
Allarme a Vecchiano e in particolare a Nodica. Carabinieri e vigili indagano su quindici decessi Si parla di una persona senza scrupoli che dissemina del cibo con diserbanti e lumachicida
VECCHIANO. Strage di cani, ma anche di altri animali come gatti, paperi e conigli. Gli animali da cortile in misura minore rispetto agli amici a quattro zampe, morti avvelenati, dopo aver ingerito bocconi trattati con sostanze letali. Chiamato in causa un lumachicida i cui effetti, quando assorbito in una certa quantità, sarebbero micidiali.
A Vecchiano è allarme. Preoccupazione diffusa in particolare a Nodica. È stato informato il sindaco Giancarlo Lunardi il quale ha consigliato ai padroni delle bestiole uccise di rivolgersi ai carabinieri e alla polizia municipale. Sono in corso le indagini per far luce sugli inquietanti episodi che si sono verificati sia in luoghi pubblici che in aree private. Ipotesi diffusa è che sia un individuo davvero di pochi scrupoli l’autore delle barbarie. Dal comando della polizia municipale si fa sapere che, in caso di avvelenamento, si possono richiedere analisi specifiche ai laboratori veterinari i quali sono tenuti ad avvertire le autorità. Rimane da stabilire con certezza se gli avvelenamenti sono provocati volontariamente o dovuti ad una contaminazione per agenti chimici. Intanto è stata programmata una bonifica ambientale sul territorio.
A Vecchiano tutti parlano di un maniaco che ce l’ha con gli animali. Secondo un calcolo attendibile sarebbero quindici le vittime del veleno. Tra le testimonianze quella di Daniela Sodini che riferisce come soprattutto a Nodica si sia registrato il numero maggiore dei decessi. «Siamo di fronte ad fenomeno preoccupante – dice –. Il mio barboncino Giò si è salvato quasi per miracolo. Ha avuto tre giorni di gravi disturbi, lo abbiamo sottoposto perfino a tre flebo. Aveva mangiato qualche polpetta del tipo che si trovano in giro. Però ce l’ha fatta. Specie lungo via Cittadella e via Del Capannone i casi di avvelenamento registrati, soprattutto a rischio il tratto compreso tra la chiesa e la scuola».
«A mie amiche e conoscenti – prosegue Daniele Sodini – è andata decisamente peggio. Per esempio per Zeus non c’è stato nulla da fare. Il sapore dolciastro che caratterizza il lumachicida, come ha spiegato la mia veterinaria, piace ai cani». Quindi, conclude: «In un incontro con il sindaco Lunardi abbiamo fatto presente la gravità della situazione, divenuta insostenibile. Non possiamo assistere passivamente alla cattiveria umana. Intanto ci vediamo costretti a tenere i cani in casa. Neppure i cortili, gli orti ed i giardini sono sicuri perché il micidiale veleno viene gettato pure lì».
Racconta Gaia Puntoni, proprietaria di uno dei cani avvelenati che la sua cagnetta, a termine di una straziante agonia, è deceduta. Dalle analisi del sangue sarebbe risultato che ad ammazzarla è stata la sostanza presente nel lumachicida e nei diserbanti.
Anche al canile di San Lorenzo sono a conoscenza della morìa degli animali. I bocconi incriminati, secondo quanto afferma la gente, sono stati rinvenuti anche al parco pubblico frequentato dai bambini. Maria Tangari porta altre pietre al muro del pianto: «Aki, il mio cucciolo, si è imbattuto in una delle polpette, credo accanto ad un bidone nei pressi della chiesa e dopo poche ore è morto. A chi poteva dare noia questo levriero dolce e mansueto?».
L’elenco delle vittime è lungo. Tra gli ultimi “caduti” Asia, bell’esemplare di labrador; Fuffy, un meticcio; Argo, un incrocio con sangue maremmano. È stata avviata una raccolta di firme per chiedere alle istituzioni interventi adeguati. E c’è in circolazione una specie di vademecum per far fronte all’emergenza veleno, descritto in granuli di metaldeide, colore celeste. Appena ingerito, provoca diarrea, spasmi epilettici in una sofferenza crescente; se si riesce a farlo vomitare, tempestivamente, il cane può salvarsi.
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