Il Tirreno

Pisa

«Ho trovato l’elica trecento metri sopra il carrello dell’aereo»

di Pierluigi Ara
«Ho trovato l’elica trecento metri sopra il carrello dell’aereo»

Parla il fungaiolo che ha scoperto il relitto dell’Hercules precipitato sul Serra con a bordo gli allievi dell’Accademia

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MONTE SERRA. Per 35 anni e mezzo, dopo la tragedia, non si era trovato niente di importante dell’Hercules C-130, precipitato con il suo carico umano sugli speroni rocciosi del monte pisano. Adesso, a distanza di pochi giorni, sono state rinvenute due importanti parti dell’aereo che aveva a bordo 37 allievi dell’Accademia Navale di Livorno, il loro ufficiale accompagnatore oltre i membri dell’equipaggio. I 44 caduti sono più che mai nel cuore e nella mente di tutti. Il tempo sembra essersi fermato a quel 3 marzo 1977 quando, nel primo pomeriggio, avvenne il disastro per cause mai chiarite. Si è parlato tanto e sono stati versati fiumi di parole per non dire però con certezza come e perché potè succedere. Prima, due settimane fa, Franco Possenti, mentre cercava i funghi ha scoperto il carrello del velivolo in località I Fossi, non lontano da Le Porte, adesso Egidio Bianchi con l’amico Roberto Poli, anche loro mentre stavano raccogliendo funghi, si sono imbattuti nell’elica dell’aereo della morte.

Ecco il racconto di Bianchi: «A circa 300 metri, più in alto da dove giace il carrello con la ruota pressoché intatta, c’è, adagiata sul terreno, l’elica con sotto le centraline. Stavo mettendo insieme i pistelli, che nascono nella zona, allorché quasi per caso ho visto qualcosa, in mezzo ai cespugli del sottobosco. Non credevo inizialmente ai miei occhi. Lì per lì mi era parsa la sagoma di una grossa pietra, un po’ schiacciata, colore grigio e nera. Poi insieme con Roberto abbiamo provato a rimuoverla. Troppo pesante, siamo nell’ordine di quintali. Dunque siamo stati costretti a rinunciare», quindi aggiunge: «Abbiamo pensato bene di avvertire i carabinieri e ci siamo recati in caserma».

Egidio Bianchi così continua la sua testimonianza: «Ho spiegato al maresciallo Guido Cuomo il ritrovamento raccontando le modalità forse utili alle indagini. Non so quanto possa servire a fare un po’ di luce per sciogliere i tanti misteri dell’Hercules».

«Tra l’altro - conclude - si deve una spiegazione ai familiari dei caduti verso i quali manifesto grande affetto e solidarietà. Io ero un ragazzo, avevo 12 anni, stavo a scuola a Castelmaggiore quando avvenne la tragedia. Per l’intera comunità è come fosse ieri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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