Il Tirreno

Pisa

Restauro spettacolo Così Simone Martini torna a splendere

di Marco Barabotti
Restauro spettacolo Così Simone Martini torna a splendere

A Natale il Polittico sarà al suo posto nel Museo di S. Matteo E il totem multimediale ha affascinato gli studenti pisani

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PISA. Il restauro del polittico di Simone Martini è all'epilogo. Entro ottobre sarà completato e prima di Natale il capolavoro verrà collocato al suo posto nel museo di San Matteo. Si tratta dell'opera più complessa e completa giunta fino a noi del grande pittore senese. Il dipinto, eseguito per l'altar maggiore della chiesa di Santa Caterina, databile intorno al 1320, integro nelle cuspidi e nella predella, sebbene in parte privo della ricca cornice originale, ha ben 43 personaggi a mezzobusto ritratti su fondo oro. Il polittico aveva grossi problemi di conservazione, come l'erosione e la conseguente fragilità del supporto ligneo per l'azione dei tarli. L'intervento, sotto la direzione di Pier Luigi Nieri, è stato eseguito da Ilaria Nardini, Maddalena Lazzareschi e Luigi Colombini. «La parte più danneggiata del polittico _ dice Ilaria Nardini _ era la Madonna col Bambino. Più in generale abbiamo dovuto riparare le conseguenze sopravvenute al restauro ottocentesco. In particolare si sono recuperate le letture dei blu e dei rossi».

Importante è stato anche il lavoro del laboratorio di robotica percettiva della Scuola Sant'Anna, in collaborazione con l'associazione culturale Mnemosine. Il laboratorio ha realizzato presso il museo di San Matteo una installazione multimediale che ha permesso agli oltre mille visitatori (la maggior parte studenti) di esplorare interattivamente la riproduzione digitale del polittico. «Il restauro ha avuto quindi una grande impronta didattica, un'esperienza che contiamo di ripetere in futuro», ha detto il direttore del museo di San Matteo Dario Matteoni.

La riproduzione ha potuto essere visualizzata ad alta definizione su un grande schermo e fruita interattivamente attraverso un dispositivo di touch screen che ha permesso di navigare l'opera e le informazioni ad essa associate, contestualizzate sul modello digitale.

«E' stata un'esperienza unica - ha detto Luca Martini, un ragazzo che ha partecipato alla "diretta" del restauro. Io quando finirò il liceo classico voglio iscrivermi a Lettere e prendere l'indirizzo artistico. Ecco, ho avuto una grande sensazione, quella di vedere dal vivo come si cura e si ritocca una grande opera d'arte, cosa questa che ha stimolato ulteriormente la mia passione verso quest'attività che un giorno spero di intraprendere. Ma anche altri miei compagni di scuola che pure hanno vocazioni diverse dalla mia, si sono detti affascinati da questa esperienza. Un modo di cogliere insomma l'arte dal vivo, nel suo farsi, anche se si tratta solo di cura e di aggiustamenti di grandi opere». L'installazione _ funzionerà ancora per alcune settimane, prima di essere dismessa non appena sarà completato il restauro a fine di ottobre _ è concepita per ospitare contenuti in continua evoluzione, che sono prodotti in concomitanza con le diverse fasi del restauro, al fine di garantire continuamente una finestra virtuale sull'opera durante il periodo in cui essa non sarà presente nelle sale del museo.

Oltre ai lavori di restauro veri e propri, l'intervento ha ripristinato una lettura complessiva dell'opera, che le ha restituito omogeneità evitando le marcate differenze e rapportando i vari elementi a una visione unitaria. Si è cercato in particolare di chiarire alcuni dubbi relativi alla tecnica utilizzata, alla conformazione del supporto e, in particolare, al discusso problema della disposizione delle tavole. Il direttore Matteoni ha infine annunciato che nella prossima primavera ci sarà la fase due dell'operazione di valorizzazione dei tesori custoditi in San Matteo - intanto è stata rifatta gran parte dell'illuminazione delle varie stanze, con un effetto visivo migliore e più suggestivo _ con la sistemazione e la mostra delle opere della pittura fiamminga presenti nel museo che conserva le più grandi opere al mondo della scultura medievale, ma che non ha mai raggiunto la valorizzazione che merita visto che i visitatori, per troppi giorni l'anno, si contano sulle dita di una mano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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